La protesta
«Che emozione portare la mia musica in San Francesco»
Parla Raphael Gualazzi, cantante e compositore, già vincitore di Sanremo e protagonista stasera del concerto per i sei anni dal recupero dell’ex convento
lucca. È emozionato, lo confessa. Emozionato perché la sua musica, questa sera, risuonerà in un luogo dove la storia si respira in ogni centimetro cubo di aria e di pietra. StaseraRaphael Gualazzi, musicista e compositore urbinate, oltre che cantante e vincitore, nel 2014, del Festival di Sanremo insieme al dj The Bloody Beetroots con il brano “Liberi o no”, sarà il protagonista del concerto in San Francesco (ore 21) organizzato per volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per celebrare i sei anni dalla riapertura (dopo il recupero) del complesso conventuale. A trentotto anni, Gualazzi vanta una carriera variegata, iniziata nei primi anni Duemila con la partecipazione a vari festival. Nel 2009 collabora con Sugar, l’etichetta di Caterina Caselli. Il 2011 è l’anno della sua prima volta a Sanremo, quando si aggiudica, oltre alla primo posto nella categoria Giovani, anche il premio della critica Mia Martini.
Con quale stato d’animo si avvicina all’appuntamento lucchese? Conosce la città?
«Nel 2017 ho avuto la fortuna di passare dal Lucca per le prove di un musical che si sarebbe svolto a Firenze. La ricordo per la corsa sulle Mura che ho fatto. La trovo deliziosa e vivibile, molto ricca dal punto di vista storico e culturale. La cattedrale romanica di San Francesco è molto bella e singolare, anche per la musica che vi riprodurrò, che avrà una forte connotazione di canzone italiana e del mondo afroamericano. Portarla in un luogo così importante e storico è emozionante».
Che tipo di spettacolo ha preparato per questa sera in San Francesco?
«Il mio approccio piano-voce ha sempre spaziato tra diversi generi musicali. I miei spettacoli sono rivisitazioni, incursioni nella musica classica come divertissement. Un brano è tratto dal coro delle “Zingarelle” di Giuseppe Verdi (da La Traviata, ndr), lo ripropongo con un repertorio legato alla tradizione afromericata, al soul e vicino allo stride - piano, con uno sfondo Rag-time e insieme a brani da me composti. Divertimento e intrattenimento saranno il filo rosso di questo spettacolo, così come la volontà di trasmettere divertimento».
Lucca ovvero Giacomo Puccini. Cosa significa per lei l’illustre maestro lucchese?
«Lo trovo un autore meraviglioso. Lo conosco da ascoltatore, non ho mai rielaborato, per ora, qualche suo brano».
La sua è una brillante carriera. A quali progetti sta lavorando adesso?
«In realtà sto lavorando a diversi progetti. Il mio approccio è sempre multiforme. Amo diversi generi musicali. Ho diverse collaborazioni aperte e sto lavorando a tutte: di più non mi posso sbilanciare».
La vedremo di nuovo a Sanremo?
«A prescindere dal progetto, partecipare a Sanremo è sempre un grande piacere. Sanremo è sempre una bella festa della musica». —
Barbara Antoni
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
