Sicurezza
Gloria Vizzini dopo l'espulsione dal M5S: «Vado nel gruppo misto e dirò la mia»
La pentastellata, eletta nel collegio Toscana 1, esclusa dal gruppo parlamentare alla Camera: il duro verdetto nel blog delle stelle
LUCCA. Espulsa dal gruppo parlamentare M5S alla Camera: «per le ripetute violazioni dello statuto e codice etico del movimento e dello statuto del gruppo parlamentare; per le gravissime assenze alle votazioni finali di vari provvedimenti fondamentali, condivisi dai deputati grillini; per avere votato in difformità dal gruppo numerosi emendamenti contrari alla linea politica del movimento; per avere partecipato a conferenze stampa gravemente lesive dell’immagine del movimento, oltre che per la mancata restituzione forfettaria da ottobre 2018 a cui sono tenuti i parlamentari M5S».
Sul Blog delle Stelle, è durissimo il verdettoper Gloria Vizzini, parlamentare M5S eletta nel collegio Toscana 1. Di Caltanissetta, lucchese di adozione, è l’ultima, con la collega Giannone, espulsa dal gruppo parlamentare.
Il provvedimento era nell’aria o è stato un fulmine a ciel sereno?
«C’erano stati dissidi perché non avevo avallato tante decisioni. Poi la situazione è precipitata nella concomitanza della votazione del decreto sicurezza bis. Il capogruppo aveva detto di non provocare la Lega. Il provvedimento per me e la mia collega è stato nel senso di “punirne due per educarne cento”».
Citazione impegnativa.
«È andata così, in realtà».
A quale conferenza lesiva dell’immagine del movimento ha partecipato?
«Era una conferenza stampa sul 5G, riguardava anche Lucca. Ho partecipato in senso propositivo. Ma nel movimento ogni iniziativa è vietata. Si deve seguire tutti una linea, ora ancora di più, per non scontentare l’alleato».
Qual è il suo atteggiamento verso la Lega?
«Non avrei creduto che con il 33% saremmo stati subalterni di un partito con il 17. Siamo stati venduti al peggior offerente».
Cosa farà adesso?
Vado nel gruppo misto. I provvedimenti giusti li avallerò ma finalmente potrò far sentire la mia voce dove crederò. Finora mi sono sentita negata, soffocata. I parlamentari pentastellati non possono proporre emendamenti. Non sono venuta qui per pigiare un bottone».
Chi ha deciso la sua espulsione?
«Di Maio e Casaleggio. Casaleggio l’ho visto una sola volta, e ho mosso critiche e dubbi sugli obblighi cui sono sottoposti gli eletti. Ad esempio i trecento euro mensili che versiamo per la piattaforma Rousseau. Se chiedevi chiarimenti su come venivano impiegati, per risposta ricevevi email senza firma».
Cosa non ha più versato da ottobre 2018?
«La quota forfettaria: duemila euro mensili a parlamentare. In 45 da ottobre abbiamo chiesto chiarimenti sull’utilizzo di questi soldi: non ci sono mai stati dati».
Sea Watch. Con chi sta?
«Con i buoni, con quelli altruisti che salvano vite».
Secondo lei che prospettiva ha questo governo?
«Non ne ho idea, ci vorrebbe un indovino. Durerà fino a che faranno accordi. Se il movimento alzasse la testa, il governo cadrebbe».
Terminata questa esperienza parlamentare potrebbe ricandidarsi?
«No, tornerò al mio lavoro. Mai più mi ricandiderò: ne sono certa. Il lavoro da fare è nella società civile: anche da lì si può cambiare le cose. Tornerò a insegnare latino e greco al classico di Barga, un ambiente più bello e positivo».
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