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Stop ai risciò, al Comune il primo round: il Tar boccia il ricorso dei biciclettai

Stop ai risciò, al Comune il primo round: il Tar boccia il ricorso dei biciclettai

Niente sospensione d’urgenza dell’ordinanza del sindaco: ma il 10 luglio ci sarà la discussione in camera di consiglio

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LUCCA. Per il momento i risciò dovranno rimanere ai box. Cioè fermio nei piazzali di fronte a biciclettai e noleggiatori. Il giudice amministrativo del Tar di Firenze, infatti, ha respinto la richiesta di un gruppo di esercenti che chiedeva un provvedimento immediato per revocare l’ordinanza firmata dal sindaco Alessandro Tambellini lo scorso 12 giugno. Si tratta, però, soltanto di un primo round. La seconda ripresa è stata fissata per il prossimo 10 luglio, quando la camera di consiglio esaminerà la richiesta di sospensiva.

LA DECISIONE

A proporre il ricorso davanti al giudice amministrativo erano state le attività Officina del turismo, Andrea e Cesar Jr, Cicli Bizzarri, Tourist Center Lucca, New cicli Rai Kumar Vijay, Tourist service bike rental, Bike passion, Mercatino della frutta e Poli. Oltre alla sospensiva, i ricorrenti avevano avanzato richiesta anche di “misure cautelari monocratiche”. Si tratta di un giudizio che viene dato dal magistrato soltanto sulla base del ricorso «in caso di estrema gravità e urgenza». In questo caso i ricorrenti, nel chiedere l’annullamento sia dell’ordinanza del sindaco che della nota del prefetto del 6 giugno, hanno fatto valere l’esistenza di «un danno evidentemente grave e peraltro risarcibile». Per il giudice, tuttavia, non è possibile decidere allo stato dei fatti, visto che sono da tenere in considerazioni due elementi: il primo è, appunto, il danno subito dagli esercenti; il secondo è quello della sicurezza. Dunque - scrive il giudice - «prima dell’instaurazione del contraddittorio con l’amministrazione non è possibile porre a raffronto il danno con la compromissione dell’interesse alla sicurezza della circolazione nell’ambito del centro storico di Lucca, porto a presupposto del provvedimento impugnato». La richiesta è stata dunque respinta, e ora sarà discussa nell’udienza del prossimo 10 luglio.

IL DIVIETO CONTESTATO

Si preannuncia, dunque, uno scontro giudiziario destinato ad andare alle lunghe, anche considerando che sia nei confronti del decreto adottato giovedì scorso, sia della prossima ordinanza cautelare sono ammessi i ricorsi davanti al Consiglio di Stato. I biciclettai fin da subito avevano annunciato la linea dura nei confronti della decisione del Comune. Il divieto è entrato in vigore il 14 giugno scorso e, formalmente, scadrebbe il 10 agosto, anche se il Comune ha già fatto sapere che verrà prorogato fino al prossimo 21 settembre. E - sempre secondo le intenzioni di palazzo Orsetti - si tratterebbe di una sorta di “prova generale”: l’obiettivo è infatti arrivare a emanare un provvedimento permanente, d’intesa con la Regione e la Soprintendenza. Alla base della linea dura dell’amministrazione «motivi legati alla sicurezza delle persone e alla tutela dei beni storici, artistici e monumentali del centro storico. Questi mezzi infatti, guidati in maniera imprudente, sono stati causa di incidenti con danni alle persone e ai luoghi». Per i contravventori (cioè i negozianti che comunque noleggiassero i risciò) ci sarebbe una multa da 25 a 500 euro ma, soprattutto, la confisca del mezzo.

Il tema era già stato affrontato dalla giustizia amministrativa nel 2002, quando il blocco fu tentato dall’allora sindaco Pietro Fazzi. In quel caso sia il Tar che il Consiglio di Stato diedero ragione ai noleggiatori. Vedremo come andrà stavolta. —
 

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