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«Interveniamo sulla viabilità altrimenti l’economia si ferma»

«Interveniamo sulla viabilità altrimenti l’economia si ferma»

Decisi gli interventi dei vertici di Confartigianato, la presidente Fucile e il direttore Favilla. Quest’ultimo insiste: «Manca una cabina di regia»

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lucca. «Rilanciare l’economia è rilanciare il lavoro, dare futuro ai giovani puntando sulla loro istruzione e sulla formazione perché il lavoro ha bisogno di competenze. Il valore artigiano del made in Italy potrà continuare a esistere solo con il sostegno e il rinnovamento dell’istruzione e della formazione che metta a regime il sistema duale. Di recente all’istituto tecnico Carrara è stato istituito un nuovo percorso scolastico per le superiori per qualificare giovani esperti nel made in Italy, che termina con un diploma». È iniziata così, con una riflessione sul valore del made in Italy la relazione del presidente di Confartigianato Michela Fucile davanti all’assemblea dei soci.

Ha parlato anche della viabilità. «Su Lucca non possiamo più accettare che le Mura continuino ad essere la grande rotonda di tutta la Piana; in Garfagnana, con la sua alta densità di traffico, le strade non sono adeguate alla sicurezza sia per l’autotrasporto di merci che per il traffico giornaliero. Un'opportunità di ripresa potrebbe arrivare dal recupero di intere aree come la ex Manifattura o il Carmine o Campo di Marte a Lucca. La nostra funzione è dialogare con le forze politiche locali per ottenere nei territori investimenti mirati anche nella prevenzione ambientale».

«Potremmo definire la nostra provincia come una bella e ricca signora che si trascura e si sta impoverendo - fa econ il direttore Roberto Favilla -. Lo dimostra il calo cui assistiamo del numero di imprese non solo artigiane. Occorre uscire da questo provincialismo facendo scelte coraggiose che rafforzino i rapporti con le province e le regioni vicine con cui occorre fare sinergie e delineare azioni di sistema. Ma soprattutto ci facciamo una domanda: perché un’impresa dovrebbe trasferirsi nella nostra provincia?».

Favilla sottolinea i settori di eccellenza sul territorio: cartario, nautica e marmo. «Abbiamo un’alta densità di imprese nel manifatturiero - dice Favilla - e abbiamo centri di eccellenza come il Polo Tecnologico Lucchese, una buona percentuale di aziende che esportano, un certo benessere, un patrimonio artistico e di bellezze naturali eccezionale, una scuola di Alti Studi, Imt». Ma sul nostro territrio ci sono anche punti di debolezza, come «infrastrutture viarie e ferroviarie ferme da oltre 40 anni; contrazione negli ultimi anni del manifatturiero, scarsa attrattività per nuove realtà imprenditoriali; scarsa valorizzazione delle bellezze del territorio; mancanza di una cabina di regia per promuovere iniziative; c’è scarsa presenza di imprese innovative, nonché banche sempre meno vicini alle necessità delle aziende».

Queste, secondo Favilla, «sono alcune criticità del territorio sulle quali occorre lavorare. Ma sicuramente la penalizzazione più forte per le imprese è la carenza di infrastrutture viarie. Ancora si discute, e lo si farà per tanto tempo, sull'asse nord sud, ritenuto da tutti un'opera fondamentale per allentare la morsa del traffico sul viale Europa a Capannori e lungo la circonvallazione a Lucca. Ma ancora sembra, nonostante la presentazione di un progetto e lo stanziamento di risorse, tutto ancora fermo. E ancora come si fa a pensare che il traffico pesante diretto a Mugnano debba attraversare un quartiere come San Concordio? Rileviamo inoltre la mancanza di una cabina di regia che faccia una programmazione di tutti gli eventi che si tengono nella nostra provincia in modo da offrire al turista una pluralità di scelta». —

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