Lutto
In mezzo al pubblico non pagante fra l’armonica, i bimbi e le stelle
Un centinaio di persone hanno ascoltato la performance del maestro sopra il baluardo San Paolino con tanto di sedie portate da casa
LA CURIOSITà
FEDERICA SCINTU
Il pubblico non pagante è arrivato puntuale. Sono in un centinaio e, come se avessero il biglietto in mano hanno raggiunto l’unico punto da cui era possibile ascoltare (a gratis, è chiaro, siamo a Lucca!) l’ultima performance sul palco del maestro indiscusso della colonna sonora. C’è ingegno in questa spasmodica ricerca del “posto giusto” e come in una caccia al tesoro si sono ritrovati tutti davanti a quelle transenne sopra il baluardo San Paolino. Una prima fila con vista “alternativa”: a quattrocento metri scarsi di distanza dal palco non ci sono Ennio Morricone e la sua orchestra ma due addetti al controllo del Summer Festival. Pazienza, questo è compreso nel non prezzo del biglietto ma in compenso le note suonate in maniera magistrale e diffuse in modo altrettanto eccezionale con una qualità del suono sublime hanno regalato, è il caso di dirlo, il concerto anche a chi non aveva il lasciapassare da esibire. Dietro a quelle transenne ci sono persone di tutte le età, famiglie con bambini e passeggini che avrebbero speso un occhio della testa per entrare regolarmente al Balilla, chi è arrivato con la bicicletta in maglietta e infradito, chi col cane e chi addirittura con le sedie e i teli da stendere sull’erba del poggio per una cura dell’anima sotto il cielo stellato che non ha prezzo. Fa caldo, caldissimo. Ogni tanto qualche cellulare squilla e il pubblico non pagante chiede il silenzio: “Shhh”, il volume è basso ma siamo qui per il concerto, giusto? E proprio come se fossimo lì, insieme ai 18.000 “fortunati” del Balilla, alla fine di ogni brano, scatta l’applauso. Poi qualcuno cerca di fare il furbo, oltrepassa la linea che divide tra chi ha diritto e chi no passando dal poggio. La supera di poco ma quanto basta per rovinare un’atmosfera fino a quel momento incantato. Ne nasce una discussione, dieci minuti di battibecco acceso che riportano il pubblico non pagante alla “realtà” quella fatta di scontri, quella che la musica combatte per principio. Ma il maestro ci rimette lo zampino: dal Balilla arriva il suono soave dell’armonica che tutto placa. Il pubblico non pagante può tornare a godersi lo spettacolo. Con buona pace del portafoglio... . —
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