Sicurezza
Lucca come New York e Pompei nel film di Peter Greenaway
lucca. Lucca, insieme a New York, Pompei, Firenze e Carrara, sfondo di una spettacolare cavalcata tra il bianco accecante delle cave. E Morgan Freeman a parlarci di vita e di morte, con la sua bellissima voce e il suo sguardo di saggio. Nel congedarsi temporaneamente da Lucca a conclusione del workshop al Convictus, il regista e pittore Peter Greenaway rivela altri particolari del film che girerà tra settembre e ottobre.
La città sarà il set principale dell'opera, intitolata “Lucca mortis” e il cui incipit avrà come scenario la Grande Mela, luogo d'origine del protagonista, un anziano scrittore interpretato da Freeman. Lucca verrà interamente coinvolta nel film perché Greenaway – gallese di nascita e da molti anni residente ad Amsterdam, in Olanda - se n'è innamorato. «È bella, tranquilla, silenziosa» dice, confessando inoltre di aver trovato l'ispirazione per dipingere: un quadro destinato a Lauro Dini, ideatore e proprietario di Convictus, l'ex convento in via della Zecca dove Greenaway ha vissuto e lavorato in questi giorni per il workshop con dieci creativi italiani ed europei. E la pittura – campo artistico da sempre privilegiato dal regista – entrerà attraverso la porta principale anche in questa sua opera. Per la quale Freeman - attore premio Oscar con “Million Dollar Baby” e candidato altre cinque volte - gli è sembrato perfetto: «Ho scritto la sceneggiatura pensando a lui. È l'emblema della saggezza, dell'equilibrio. Penso che potrebbe interpretare perfino Dio. Ha una voce bellissima, ha recitato Shakespeare. Ideale per “Lucca mortis” dove parlerà tanto dei temi della vita, vecchio scrittore chiamato a fare i conti con la propria esistenza». Greenaway ha ribadito, poi, che il film parlerà di morte, ma non di cimiteri o tantomeno di zombie: «È una riflessione approfondita sull'esistenza». L'appuntamento con lui è a settembre, quando inizierà a girare. —
P.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
