Finanza
Completato il restauro dell’Angelo di Leonardo
La statua in terracotta della chiesa di San Gennaro attribuita al genio di Vinci protagonista delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte dell’artista inventore
. Splendente e ancora più bello l’Angelo di San Gennaro. Attribuita a Leonardo da Vinci, l’opera scultorea in terracotta, alta circa un metro e venti, è stata completamente restaurata all’Opificio delle pietre dure di Firenze, e fino al 27 settembre farà parte della mostra allestita per i 500 anni della morte del grande inventore, scienziato e pittore.
Una volta concluse le celebrazioni la statua tornerà nella pieve di San Gennaro dove dal XV secolo fa parte degli arredi interni della chiesa. Il sindaco Luca Menesini è andato a Firenze per ammirare il lavoro fatto dalle esperte mani fiorentine. Da novembre l’angelo è stato trasferito all’opificio per un restauro visto il suo progressivo deterioramento.
«Una grande occasione perché questa opera di Leonardo sia più conosciuta e sia più conosciuto il posto che la ospita – commenta Menesini – infatti è scritto su ogni catalogo che l’angelo ha casa a Capannori, nella pieve di San Gennaro, dove tornerà a fine mostra. Un’importante occasione di promozione del territorio e delle sue bellezze».
Il restauro è stato realizzato sotto la supervisione della Soprintendenza e della Fondazione Carlo Petretti (con sede a Lamporecchio), che ha ricevuto anche una sostanziosa donazione da un magnate russo. Soddisfatto anche il parrocco, don Cipriano: «La statua si era deteriorata e aveva bisogno di un profondo restauro, andato avanti per diversi mesi. Siamo contenti che sia concluso e aspettiamo di rivederlo nella Pieve».
Al di là delle diatribe fra studiosi l’angelo di terracotta è uno dei tanti tesori nascosti del Capannorese che meritano di essere scoperti, valorizzati e promossi. Sull’illustrissima paternità non ha mai avuto dubbi il professor Carlo Petretti, uno dei massimi esperti mondiali di Leonardo: per lui quella è una scultura che l’’artista-scienziato avrebbe eseguito quando era apprendista alla bottega fiorentina di Andrea del Verrocchio. Pedretti lo rivelò la prima volta nel 1998, in una puntata di Superquark.
Altri esperti, invece, non credono all’attribuzione leonardesca, facendo risalire la statua alla mano dello scultore fiorentino Benedetto Buglioni. Anche se la chiesa è spesso chiusa per paura di essere rovinata , e per timore delle incursioni dei ladri che in passato hanno portato via alcuni oggetti sacri, il parroco si rende però disponibile a far vedere la statua prenotando una visita.
Tra i tesori nascosti c’è anche la “Topa” di Capannori, il mascherone ligneo risalente agli inizi del Settecento, un tempo applicato al campanile e che, attraverso un complesso meccanismo di ingegneria, apriva e chiudeva la bocca allo scoccare delle ore. Donato al Comune dal parroco don Marcello Franceschi, i tempi sul restauro però sono incerti. L’idea è di conservarlo in una stanza del museo di Athena, che accoglierà anche l’antico granaio trovato nel 2006 durante gli scavi al Frizzone. —
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