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Lucca

termometro rovente  

Caldo torrido, si sforano i livelli di ozono

G.P.
Caldo torrido, si sforano i livelli di ozono

In prefettura sviene una dipendente: negli uffici ci sono oltre 30 gradi già dal mattino. Mazzoni: acqua a chi lavora all’aperto

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LUCCA. Giornate da bollino rosso a Lucca, dove il caldo torrido sta creando non pochi disagi. Anche ieri il termometro ha superato ampiamente i 30 gradi (36,1 alle 14,30 secondo il misuratore della postazione dell’Orto botanico).

Il Comune ha diramato una nota per mettere in guardia la cittadinanza: «Le condizioni meteo – si legge nella nota – stanno favorendo un aumento della concentrazione di ozono nell'aria, per questo motivo il sindaco invita la cittadinanza fra le 12 e le 18, in corrispondenza con le ore più calde, a non rimanere all'aperto e a non intraprendere attività sportive o faticose per il fisico; nei lavori all'aperto evitare di concentrare nelle ore centrali della giornata le attività faticose ed effettuare possibilmente pause in zone o strutture ombreggiate. Ai soggetti più sensibili (bambini, anziani, asmatici o persone affette da malattie dell'apparato respiratorio) si raccomanda inoltre di evitare la permanenza all'aria aperta nei luoghi soleggiati».

L'invito del primo cittadino è conseguente alla nota ricevuta giovedì 27 giugno da Arpat nella quale si comunica che il giorno 26 giugno alle 15 è stato registrato uno sforamento della concentrazione atmosferica dell'ozono nella postazione di Carignano.

Disagi, dunque, soprattutto per chi lavora all’aperto, come gli operai del Summer Festival impegnati nelle operazioni di montaggio del palco per il concerto di Ennio Morricone. Ma anche chi lavora al chiuso non se la passa meglio: lo sanno bene in prefettura, dove ieri mattina una dipendente degli uffici amministrativi ha avuto un mancamento proprio a causa del caldo. Al secondo piano di palazzo Ducale, nella parte occupata dalla prefettura, le temperature sono elevate sin dalle prime ore del mattino: quando gli impiegati entrano in servizio trovano già 31-32 gradi nelle stanze. Per raffreddarle hanno a disposizione solo dei piccoli condizionatori portatili, incapace di incidere sulle temperature ne gli spazi enormi del palazzo, caratterizzati da soffitti alti e corridoi lunghi decine di metri. Oltretutto dalle finestre sul lato di piazza Napoleone da quest’anno sono state tolte le persiane (pare fossero a rischio caduta) e quindi non c’è proprio modo di ripararsi dai raggi del sole. In questo scenario la dipendente è svenuta: è stata soccorsa dai colleghi e sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118. Per fortuna si è ripresa dopo pochi minuti ma la situazione è intollerabile per i lavoratori.

In questo quadro si segnala Mauro Mazzoni dell’Ugl, che manda un pensiero ai lavoratori: «Pensiamo a chi sta nei cantieri aperti, sui tetti, sulle strade. Giorni fa ho notato un signore con un asciugamano bagnato sulla testa: tinteggiava una cancellata sotto un sole cocente. Ma quello che più mi ha colpito è che era contento di lavorare. Come sindacalista Ugl Lucca, solidarietà a chi lavora sotto il sole. Sarebbe un bel gesto portare loro una bottiglia d’acqua fresca». —

G.P.

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