Gioco
In 300 a piangere Antonio Baldassarri Alla chiesa di Fornoli l’ultimo saluto
Tanto dolore e tanta partecipazione per “Tonino” l’operaio morto dopo una puntura di antidolorifico
Dolore, commozione e partecipazione ieri a Fornoli alle esequie di Antonio Baldassarri, l’operaio di 51 anni deceduto, probabilmente a seguito di uno choc anafilattico, dopo che aveva preso un’iniezione di antidolorifico. Nonostante il caldo opprimente, la chiesa dei santi Pietro e Paolo era gremita e tanta gente è dovuta rimanere sul sagrato assolato. A dare l’ultimo saluto a Baldassarri, “Tonino” per gli amici, sono stati familiari, amici e conoscenti, ma anche tanti compagni di lavoro della St, l’ex Sca, la cartiera di Porcari dove l’uomo lavorava.
Toccanti le parole di don Giuseppe Andreozzi, il parroco di Vitiana, che ha ricordato il defunto partendo dalla citazione di san Paolo: «Nessuno vive per sé stesso, nessuno muore per sé stesso». Il parroco ha ricordatol a grande carica umana di Baldassarri, padre di tre bambini piccoli, il suo trasporto per la compagna e la famiglia, ma anche il suo ruolo nella comunità, sempre disposto ad aiutare gli altri. Un caloroso applauso ha accolto le testimonianze scritte da alcuni amici. Lacrime, volti commossi, dolore misto a incredulità per una morte così assurda e prematura, sulla quale ora sia la famiglia che la magistratura intendono fare piena chiarezza.
Tantissimi ai funerali anche tra gli amici della compagna dell’operaio, Elisa Giusti, e del padre di Elisa, Francesco Giusti, titolare della Geonova. La messa è stata officiata dal parroco di Fornoli, don Giuliano Ciapi, e dal parroco di Vitiana, don Giuseppe. A Fornoli è cresciuta la compagna della vittima, mentre Baldassarri era cresciuto tra Ponte a Serraglio e Fornoli. A Vitiana la coppia aveva poi deciso di vivere con i tre figli.
La salma verrà ora cremata, a distanza di quasi due settimane dalla disgrazia. Baldassarri era deceduto sabato 15 giugno poco dopo essersi fatto fare una iniezione per lenire le sofferenze di una lombalgia che lo tormentava. Subito dopo aveva avvertito un terribile prurito e senso di soffocamento. La compagna aveva immediatamente chiamato il 118, ma all’arrivo dei sanitari per l’operaio non c’era più niente da fare. Il sospetto più fondato era che potesse essersi trattato di uno choc anafilattico e proprio per questo la famiglia aveva sollecitato la autopsia, anche a tutela dei tre figli dello scomparso. Accertamento poi disposto dalla procura che ha fatto sequestrare da parte dei carabinieri la confezione dell’antidolorifico usato per l’iniezione. In attesa del definitivo responso degli accertamenti e delle analisi fatte durante l’autopsia, già le prime indicazioni ricavate dal medico legale incaricato dalla Procura sembrano confermare l’ipotesi che la morte dell’operaio sia dovuta ad uno choc anafilattico. —
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