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Lucca

Il legame con il territorio chiave di volta del successo

Il legame con il territorio chiave di volta del successo

Imprenditori e studiosi a confronto al convegno di Bper «Il mercato del lusso è concreto e fornisce lavoro»

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.La ricetta per diventare imprenditori di successo? Non esiste. Però se si dovessero elencare alcuni ingredienti fondamentali di sicuro ci andrebbero i legami familiari e quelli col territorio, la storia dei luoghi in cui un’impresa vive e quelli delle persone che la animano e la dirigono. Il tutto coniugato e miscelato in modo da far evolvere il modo di fare impresa per stare al passo con i tempi ma nel rispetto del proprio passato.

Sono queste alcune delle considerazioni che emergono a conclusione dell’incontro organizzato ieri pomeriggio al Real Collegio. Titolo: “Il cammino verso l’eccellenza: così cambia il Dna di banche imprese”. L’evento è stato organizzato da Bper Banca, con Il Tirreno come media partner, per fare il punto sui rapporti tra istituti di credito e imprese. I lavori sono stati aperti dal direttore del quotidiano Fabrizio Brancoli, a cui ha fatto seguito l’introduzione della professoressa Elena Gori dell’Università di Firenze, che ha messo sul tavolo dati e spunti da cui far partire la riflessione condotta in prima battuta da Fabrizio Togni, dg Bper (vedi pezzo a fianco). Protagonisti dell’evento sono stati gli ospiti che hanno portato una testimonianza diretta.

Il primo a parlare è stato Pietro Angelini, direttore generale di Navigo società di innovazione della nautica: «Viareggio è leader nel segmento delle barche sopra i 30 metri. Leader significa che un terzo della produzione mondiale esce dai nostri cantieri. È un settore che mette insieme la tradizione artigiana con quella dell’innovazione, perché su questo tipo di barche la tecnologia è fondamentale: tutto è connesso e in ogni stanza c’è un iPad. Da anni combattiamo la visione di un turismo terra-mare: vorremmo che si cominciasse a ragionare di turismo partendo dal mare, ovvero dagli oggetti che arrivano dall’acqua come le nostre barche. Il target delle aziende nautiche è molto particolare: ogni commessa ha un valore medio di 2,5 milioni di euro. Clienti facoltosi che dobbiamo cercare di attrarre il più possibile non solo per costruirgli barche ma anche per farli arrivare nei nostri porti e sulle nostre spiagge. È una clientela che spende 20mila euro al giorno portando benefici a tutti: bar, ristoranti, ecc. Quello del lusso è un settore verso il quale c’è una sorta di pregiudizio negativo. In realtà ci si dimentica che la commessa per la realizzazione di un mega yacht dà lavoro a 300 persone. Migliorare il rapporto tra banche e imprese? Va fatto tramite i cluster, i distretti: in Toscana ce ne sono 10-12. Sarebbe bello avere nelle banche degli esperti di distretto con cui dialogare».

Una storia di successo legata al territorio è quella raccontata da Fabrizio Fuochi, consulente strategico e membro del cda di Locman, azienda di eccellenza nel settore degli orologi: Jennifer Lopez e David Beckham sono solo alcuni degli illustri clienti dell’azienda. «Fare business nel mondo dall’Elba è difficile eppure Locman esiste solo grazie al desiderio di Marco Mantovani di fare impresa da questo territorio, con cui ha un legame molto forte. Ne è talmente innamorato che fa su e giù da Milano per godersi i tramonti elbani».

Nextworks, ovvero i “prossimi lavori”, quelli ancora da inventare. Basta il nome per capire la visione improntata al futuro di Nicola Ciulli, cofondatore dell’impresa pisana di tecnologia e software: «Siamo nati nel 2002 e oggi diamo lavoro a 50 persone: il nostro fatturato è di 6 milioni di euro, di cui il 20% destinato a ricerca e sviluppo arriva dai fondi della comunità europea. Siamo la seconda impresa italiana per finanziamenti dalla Ue. Il rapporto con l’Università di Pisa? Per anni abbiamo preso tesisti dall’ateneo. Oggi qualcosa è cambiato: ci sono flotte di giovani che si iscrivono a Informatica col sogno di progettare app, ma in pochi ne fanno un lavoro. I ragazzi devono rimanere attaccati al suolo, ovvero all’economia reale». —


 

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