Sicurezza
«Scaricabarile inaccettabile, Ferrando e soci mai sentiti»
LUCCA. Il gioco dello «scaricabarile» è il più gettonato in Italia. E il calcio ne è lo specchio più fedele. L’avvocato Angelo Massone - già noto alle cronache calcistiche - e legale dell’As Lucchese Libertas 1905 ha detto a chiare lettere che «senza lo stadio è inutile presentare tutto il resto». Quindi fiutando l’aria si è scagliato contro il Comune. Il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessore Ragghianti intervengono (forse in ritardo) contro la proprietà: «Questa gente a noi sconosciuta - dice il primo cittadino - vuol far credere che la domanda non è stata presentata per colpa dello stadio. Come Comune ci siamo impegnati mandando pec da almeno 3 settimane alle amministrazioni di mezza Toscana senza che la Lucchese ci abbia sollecitato. Ci dispiace per il valore e l’impegno di calciatori e staff, ma siamo giunti ad un punto in cui è doveroso scindere l’affetto ed il rispetto dovuto dai fatti e dai risultati conseguenti alle ultime gestioni della squadra. Adesso basta. L’amministrazione, dopo essersi spesa a trovare uno stadio alternativo e per risolvere una mole di problemi, non ha più intenzione di collaborare con l’attuale proprietà il cui intento non sia definito, chiaro e pubblico. Abbiamo cercato di ottenere un ricambio proprietario a favore di imprenditori locali i cui intenti fossero cristallini. Il Comune, che è tra i creditori della società, non è riuscito ad ottenere adesioni. Davanti al mio tavolo si sono sedute una notevole quantità di persone senza idee chiare sul futuro della società. Non abbiamo mai nascosto le condizioni del Porta Elisa e le criticità emerse. Siamo pronti ad accogliere chi si farà carico di proseguire la storie e l’eredità della Lucchese». —
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