Gioco
La stazione quasi dimenticata di Mologno tra bagni chiusi, fontane a secco e vani vuoti
Solo al piano terra restano dei servizi, ma a quello superiore ci sono due appartamenti ormai deserti e il degrado è evidente
BARGA. È ancora oggi, nonostante tutto, uno dei fiori all’occhiello della tratta ferroviaria Lucca – Aulla, ma è innegabile che da qualche anno, la stazione di Mologno (la fermata di Barga e Gallicano) sia lasciata all’incuria e all’abbandono. Se al piano terra, resistono servizi importanti come l’ufficio postale distaccato di Barga Centro e l’agenzia di viaggi Lucchesia Viaggi assieme ai locali della Scuola Civica di musica, i vani al piano superiore sono abbandonati a loro stessi.
Infatti, i due appartamenti della superficie di circa 110 metri quadri, sono desolatamente vuoti e in condizioni di manutenzione carente. L’ultimo inquilino, un ex capostazione in servizio nelle fermate tra Bagni di Lucca e Castelnuovo, è deceduto tre anni fa, mentre l’altro immobile è vuoto dalla fine degli anni Novanta. Il degrado è evidente: finestre e infissi pericolanti, il giardinetto trascurato, i locali di ingresso in condizioni disastrate. A ciò, poi, si aggiunga la clamorosa decisione presa nel 2015 da Ferrovie dello Stato di chiudere l’erogazione dell’acqua per le due fontane della stazione (una esterna al giardino adiacente i binari e l’altra nell’ingresso sull’unico binario) a causa di un anomalo consumo registrato nell’area di Mologno. Inoltre, l’annosa questione dei bagni chiusi da tempo senza che nessuno possa avere almeno le chiavi, resta sempre irrisolta. È vero che in passato i due locali furono oggetto di vandalismi e teatro di presenze sospette, ma l’unico bagno presente nella struttura (accanto allo sportello postale) è usato privatamente per le attività commerciali.
Durante la recente campagna elettorale, tutti parlavano delle stazioni di Barga (unico comune della provincia, esclusa Lucca, ad avere ben tre fermate in soli 8 chilometri, e una volta erano anche quattro) come biglietto da visita per i turisti in arrivo, e si è ipotizzato di spostare l’ufficio informazioni dal centro storico al fondovalle, nelle stanze di Fornaci o Mologno. Fermo restando che la stazione di Mologno si presta meglio a questo scopo, essendo la più vicina al capoluogo e dotata di capolinea di bus e taxi, il problema è sempre burocratico. Tutto l’immobile è di proprietà di FerServizi, società della holding Ferrovie dello Stato delegata a gestire il patrimonio immobiliare, compresi i caselli. In passato, a Mologno, su impulso dell’ex consigliere provinciale Arturo Nardini e delle amministrazioni locali, si riuscì a riqualificare la zona trasformando l’ex deposito in luogo di culto, e mettendo i servizi di pubblica utilità, visto che l’agenzia di viaggi è l’unica biglietteria “classica” sulla tratta ferroviaria.
Recentemente, grazie alla’intuizione dell’ormai ex sindaco Marco Bonini che ha adempiuto a delle convenzioni coi proprietari, nella stazione di Fornaci si è creato un polo di eccellenza con uffici del Comune, e al piano superiore trovano posto distaccamenti della polizia municipale, una biblioteca e sedi per le associazioni locali. Ci sono poi i casi opposti di Coreglia Antelminelli (sede di uffici pubblici e della Croce Verde) e di Santo Stefano Magra, dove la prefettura spezzina ha deciso di usare il piano superiore per alloggiare una decina di rifugiati politici, scatenando polemiche e proteste. Magari, anche se non subito, il neo sindaco Caterina Campani potrebbe lasciare un’impronta, intervenendo per migliorare la situazione. —
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