Sicurezza
Infuriati con il Comune i commercianti pensano a una serrata
La chiusura del municipio al sabato l’elemento scatenante Ma le ragioni del malumore dei negozianti sono diverse
BAGNI DI LUCCA. Si preparano a una clamorosa iniziativa di protesta la trentina di commercianti della Villa, delusi e preoccupati per la mancanza di considerazione che attribuiscono all’amministrazione comunale. Il malumore cova da tempo, ma nelle ultime ore è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: in consiglio il sindaco Paolo Michelini ha respinto la richiesta avanzata dai consiglieri di opposizione perché fossero riaperti al pubblico, il sabato, gli uffici comunali, chiusi per una decisione presa pochi mesi fa. Per la minoranza la chiusura contribuisce a un forte calo di presenze che penalizza i negozi, già in difficoltà, nel giorno migliore per le vendite. Oltre a creare non pochi problemi alle persone che hanno solo il sabato per fare pratiche.
Il sindaco ha replicato che in base al nuovo contratto, come accade negli altri Comuni, il personale deve distribuire il lavoro su cinque giorni lavorativi. L’apertura degli uffici peraltro da 8 ore è stata portata a 18: «In questo modo sono state eliminate le code sia all’ufficio tecnico che all’ufficio tributi. Era stata rilevata peraltro una scarsa presenza al sabato, a parte i professionisti. Il vero problema sta nel calo demografico e nella scomparsa di tante attività artigianali». Una posizione per niente condivisa dai commercianti che da sabato hanno cominciato a contattarsi per decidere come rendere pubblico il loro dissenso.
Ad aggiungere “pepe” alla polemica anche un fatto accaduto proprio sabato mattina: il gruppo “Charlbury Morris” era invitato da tempo per intrattenere con le sue danze inglesi, un evento organizzato dalla segretaria (poi licenziata) della Pro Loco, la quale aveva avvertito il Comune che era necessario far trovare senza auto piazza del Circolo dei Forestieri dove si esibivano. Sta di fatto che invece il gruppo ha dovuto danzare in mezzo alle auto, nel parcheggio in piazza Jean Varraud, senza nessuno che li accogliesse. E dopo aver finito è ripartito senza avere avuto alcuna considerazione.
I commercianti sono rimasti colpiti da questa scarsa attenzione per gli ospiti, ribadendo anche la preoccupazione per la scelta del Comune che ha portato alla chiusura dell’Infopoint Pro Loco, senza un’alternativa, proprio all’inizio della stagione turistica. C’è anche chi fa presente di aver chiesto da mesi l’autorizzazione al Comune per una serie di iniziative che richiedevano l’utilizzo del suolo pubblico. Ma la risposta è arrivata solo a fine maggio, fuori tempo massimo per investire e organizzare. Altri hanno rimarcato la perdita di tante manifestazioni e le difficoltà incontrate dalle associazioni che le organizzano, c’è poi chi critica il degrado nell’arredo urbano e la scarsa cura del capoluogo. E poi la sorpresa di trovarsi dalle 16, via Umberto – strada principale dello shopping – chiusa alle auto per una corsa di mountain bike. E ora c’è chi parla apertamente di “serrata” o di altre clamorose iniziative di protesta. —
Emanuela Ambrogi.
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