Lutto
Manifattura, c’è la proposta di acquisto La Fondazione si fa avanti con Coima
Arrivata in Comune la manifestazione di interesse: ora l’amministrazione dovrà indire una gara. Ma i tempi stringono
Inviata, ricevuta, letta. Se fosse un messaggio di WhatsApp avrebbe già le due celebri spunte azzurre. Invece parliamo di una mail. È quella che martedì scorso Coima, la società di sviluppo immobiliare che gestisce un fondo della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, ha inviato per posta certificata al Comune di Lucca. Oggetto: manifestazione di interesse per l’acquisizione della parte della Manifattura tabacchi esclusa dai lavori ex Piuss. Roba grossa, insomma. Che l’ente di San Micheletto, attraverso la sua società di investimento, avesse in mente un progetto per la parte “privata” dell’ex fabbrica di sigari è cosa nota da tempo: ora però l’interesse è stato messa nero su bianco e la palla passa al Comune. L’uscita allo scoperto di Coima impone a palazzo Orsetti di agire con la massima trasparenze: l’amministrazione dovrà indire una gara ad evidenza pubblica a cui oltre a Coima potranno partecipare altri eventuali soggetti interessati. Sulle base delle offerte economiche che arriveranno verrà scelto il vincitore. Prezzo base? Difficile a dirsi al momento, ma vale la pena ricordare che due terzi della manifattura erano già stati inseriti nel piano delle alienazioni per un importo stimato in 16 milioni di euro. I tempi però sono stretti: l’iter deve essere completato entro la fine di novembre. O almeno questo è quello che si augura Coima dato che per mettere in piedi il progetto di massima che ha elaborato, sarebbe necessaria l’adozione di una variante urbanistica entro quella data, ovvero prima che diventino operative le nuove regole che renderebbero l’iter assai più lungo e complesso. C’è poi la questione delle destinazioni di uso: al momento è tutto industriale e va riconvertito in commerciale, un po’ di residenziale, terziario avanzato, servizi ecc. Per quanto riguarda l’aspetto esterno ci saranno poche modifiche dato che è tutto sotto la tutela delle Belle Arti. Insomma, le decisioni vanno ponderate ma prese in tempi rapidi, altrimenti si rischia di perdere un treno importante per completare la manifattura ,che per la parte pubblica deve già fare i conti con i problemi di Aspera (vedi box).
Ma torniamo alla parte privata, quella che guarda verso sud e contempla piazza della Cittadella, la “Stecca”, l’edificio con la ciminiera, gli immobili che da piazzale Verdi proseguono lungo via del Pallone a partire dalla palazzina che ospita la biglietteria di Ctt (ma non più il capannone a “shed” che invece ospiterà parte dell’Expo del Fumetto). Per queste aree la Fondazione ha già un piano di massima utile soprattutto a rendere evidente la sostenibilità economica del progetto e a solleticare l’interesse di eventuali investitori a cui Coima venderebbe o affitterebbe gli immobili recuperati. Tra acquisizione dell’area e lavori si parla di un investimento di 58-60 milioni. L’ideale per la Fondazione sarebbe partire con i lavori a inizio 2020, ma come detto le variabili sono molte, a partire dall’aggiudicazione del bando.
L’impianto di base è il masterplan elaborato dalla Soprintendenza e discusso in consiglio comunale, ma con alcune varianti. Ad esempio il parcheggio su tre livelli da 180 posti inizialmente previsto nel palazzone in cui c’è la biglietteria del bus non vedrà la luce. L’edificio sarà destinato alle attività commerciali: una media distribuzione, negozi, bar e ristoranti. I parcheggi ci saranno, ma altrove: ad esempio al piano terra di via del Pallone, nel multipiano (due livelli) previsto sotto piazza Cittadella e in altri punti. Ci sarà anche una sala cinematografica: sorgerà nella parte di via del Pallone in cui ci sono gli edifici più bassi, più o meno nel punto in cui verrà realizzata la passerella per collegare le mura e piazza Cittadella. Il palazzo con la ciminiera dovrebbe ospitare la Casa delle professioni, mentre per la Stecca sembra sempre vivo l’interesse di Tagetik. —
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