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Comprano casa e pagano online ma è una frode da 250mila euro

G.P.
Comprano casa e pagano online ma è una frode da 250mila euro

Pensionati elvetici trovano una villetta, versano la caparra e tornano in Svizzera Al momento del saldo un hacker si intrufola nella posta e gli dà un Iban sbagliato

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LUCCA. Comprare casa? Non online. Probabilmente sarebbe questo il consiglio che una coppia di pensionati svizzeri darebbe a chi è in cerca di una seconda abitazione in luoghi lontani. I due, infatti, sono rimasti vittime di una frode informatica che ha rischiato di far perdere loro la bellezza di 250mila euro.

I fatti risalgono al dicembre 2018: la coppia elvetica è alla ricerca di una villetta in cui trascorrere parte dell’anno. I due sessantenni visitano Lucca, se ne innamorano e decidono di stabilire qui il loro “buen retiro”. Si mettono a caccia della casa dei sogni e la trovano: una graziosa villetta nell’immediata periferia della città. Sono decisi a farla propria e sottoscrivono una proposta irrevocabile di acquisto con un’agenzia immobiliare. A mo’ di caparra versano via bonifico 50.000 euro e si impegnano a saldare con altri 250.000 euro prima della data del rogito, fissato per maggio.

Ovviamente i due nel frattempo tornano in Svizzera e intrattengono rapporti con l’agente immobiliare via mail. Arrivati alla data della scadenza quest’ultimo indica agli acquirenti l’Iban verso cui effettuare il bonifico di 250.000. Tutto normale, fin qui. Senonché la coppia riceve una seconda email, apparentemente inviata dallo stesso agente immobiliare, nella quale si indica un conto diverso, in sostituzione del precedente. Lì per lì, i due coniugi non prestano particolare attenzione a questa stranezza: si fidano e inviano il denaro sul conto indicato.

Passano pochi giorni e invece di ricevere le chiavi di casa, si ritrovano con le lamentele del venditore, arrabbiato per aver ricevuto il saldo. A quel punto la coppia elvetica fa le valigie e si precipita a Lucca. Marito e moglie parlano con l’agente immobiliare e scoprono l’inghippo: la seconda mail non è stata mandata da lui. Da chi allora? Per dare una risposta a questa domanda si rivolgono alla questura e qui, grazie al tempestivo intervento degli agenti delle volanti guidati dal commissario Fabio Scalisi, riescono a ricostruire l’accaduto. I poliziotti capiscono subito che si tratta del “man in the middle”, una frode informatica abbastanza diffusa. È andata così: un hacker si è intrufolato nella posta elettronica della coppia, ha segue il carteggio con l’agenzia immobiliare e al momento del pagamento ha inviato da un falso indirizzo una seconda mail in cui correggeva l’Iban su cui effettuare il bonifico.

La polizia di Stato è rapidissima a scoprire dove sono finiti i soldi: si trovano in una banca di Napoli, su un conto corrente intestato a un 50enne del posto con diversi precedenti ma tutti per reati di strada. Difficile che sia lui la mente informatica che ha ordito il tranello e hackerato la posta della coppia. Fatto sta che i soldi sono ancora sul conto così gli agenti contattano il direttore dell’istituto ed effettuano il sequestro preventivo. La coppia riottiene i soldi mentre la procura di Firenze indaga per capire chi vi sia dietro questo genere di truffe. Il consiglio è di usare password difficili da individuare (niente nomi o date di nascita, per intenderci). —

G.P.

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