Il Tirreno

Lucca

la storia 

Azzurre ai Mondiali, «Nemmeno un bar fa vedere la partita sul suo schermo»

Barbara Antoni
Azzurre ai Mondiali, «Nemmeno un bar fa vedere la partita sul suo schermo»

Daniela Grossi (Città delle Donne) ha fatto il test di persona rivolgendosi a sei locali del centro. «Le calciatrici? Ignorate» 

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Si erano forse messe in testa un’idea “geniale”, nel senso di astrusa, o bizzarra, o irrealizzabile? Visto il periodo, sembrava l’idea più naturale del mondo quella di pensare che, con le Azzurre della Nazionale italiana di calcio, allenate da Milena Bertolini, così lanciate nei campionati Mondiali, qualche bar del centro storico lucchese si fosse organizzato per proporre ai propri avventori la visione della partita, come si fa, spesso, quando gioca la Nazionale maschile. Così Daniela Grossi, presidente dell’associazione Città delle Donne di Lucca e Chiara Cinelli dell’Atletica Virtus sempre di Lucca (che cura anche la parte tecnica di Donne in pista, progetto di recupero per le donne che sono state operate al seno) hanno cercato, nel centro storico, un bar che mettesse il suo televisore o il suo grande schermo a disposizione per la partita di martedì 25 giugno quando (alle 18) le Azzurre (dopo avere vinto contro le nazionali di Australia e Giamaica e perso con il Brasile) si giocheranno il tutto per tutto per l’accesso ai quarti di finale nella partita con la Cina - il 25 giugno, appunto - che sarà trasmessa anche da Rai Uno e Rai Sport.

«Sull’onda dell’interesse intorno ai Mondiali di calcio femminile in corso - racconta Daniela Grossi - abbiamo pensato di trovare un posto in cui vedere la partita tutte insieme, perché no in un bar del centro, abbiamo pensato. Quando giocano gli uomini, molti bar lo fanno di far vedere la partita ai clienti».

Così si sono messe in cammino, e alla ricerca del posto giusto.

«Abbiamo girato sei bar del centro storico, quelli più conosciuti oltretutto - è ancora la presidente della Città delle Donne che parla -. Ma nessuno, ci è stato confermato durante le nostre visite, aveva minimamente pensato a far vedere la partita delle calciatrici della Nazionale nel proprio locale. Qualcuno, devo dire, si è dimostrato molto carino, sottolineando che in realtà la nostra richiesta nasceva da “una bella idea, molto carina”». Ma alla fine del tour fra i bar, «soltanto il titolare di uno degli esercizi visitati, dopo averci parlato a lungo su quello che stavamo cercando, ci ha detto che potrebbe abbracciare la nostra idea qualora le Azzurre arrivassero ai quarti di finale, quindi per la partita successiva. Dobbiamo pregare che le Azzurre vadano ai quarti insomma per vederle al bar».

“L’idea geniale” delle due esponenti dell’associazionismo femminile è stato anche un esperimento per capire quanto sia “sentito” il tifo per una Nazionale femminile. Poco, evidentemente.

«Ci aspettavamo questo risultato - confessa un po’ amaramente Daniela Grossi -. Infatti da tempo con l’Atletica Virtus di Lucca stiamo lavorando a un progetto per valorizzare lo sport al femminile: ci stiamo dando da fare per organizzare un evento su donne e sport con altre associazioni per la fine del prossimo ottobre».

«Sembra strano ma è così - conclude -: agli ultimi Mondiali, la Nazionale maschile non si è nemmeno qualificata, mentre quella femminile non solo si è qualificata ma sta giocando benissimo. Eppure, alla fine, passa quasi inosservata dai più». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web