Attenzione
«Mancano 100 infermieri». Ma l’Asl non fa assunzioni
Il Nursind proclama lo stato di agitazione e fa la comunicazione al prefetto. La Cgil rincara la dose: «Situazione drammatica, non si riescono a coprire i turni»
LUCCA. «Mancano 100 infermieri su Lucca». Un numero secco e duro quello pronunciato a chiare lettere dal Nursind, il sindacato di categoria che, assieme alle rappresentanze degli altri lavoratori del comparto, ha proclamato lo stato di agitazione del personale dell’Asl nord ovest dopo la rottura delle trattative con la direzione aziendale. Una rottura avvenuta giovedì, a seguito di un incontro svoltosi a Massa nel corso del quale l’azienda non ha fornito risposte adeguate sul problema della carenza di personale, che costringe i lavoratori della sanità a ritmi e carichi fuori da ogni norma. . Ieri mattina è stata inviata al prefetto di Lucca la proclamazione dello stato di agitazione.
«Una situazione – spiega Roberto Pasquinelli, segretario territoriale Nursind Lucca – che crea enormi difficoltà sia nei tre presidi ospedalieri di Lucca, Valle del Serchio e Versilia che su tutta l’assistenza territoriale. Nei tanti incontri con la direzione della Asl nord ovest è stata fatta presente la necessità di assumere personale infermieristico, ostetrico e oss perché si stanno creando seri problemi alla qualità dell’assistenza ai pazienti e gravi ripercussioni sulla salute stessa del personale caricato di ore di straordinario e mancanza dei riposi, dovuto anche in violazione della normativa sull’orario di lavoro».
Pasquinelli fornisce anche alcuni dati che fotografano questa mancanza di personale: «Nell’area lucchese – dice – sono oltre 100 le assenze fra personale infermieristico, ostetrico ed oss dovute a gravi malattie, gravidanze, congedi parentali e aspettative per legge 104. Senza contare il personale già andato in pensione e non ancora sostituito completamente. Di fatto, il personale sanitario è costretto a rinunciare ai riposi, effettuare doppie notti, essere trasferito con provvedimenti di urgenza, spostandosi fra un dipartimento e l’altro (chirurgia, ortopedia, pronto soccorso, pediatria ecc.) o fra presidio ospedaliero e territorio, per garantire la continuità dei servizi offerti. Come si può pensare – conclude Pasquinelli – di mantenere inalterati i servizi offerti alla collettività e la loro qualità con una carenza di personale di questo genere?»
Inoltre l’azienda è ancora inadempiente sulla corresponsione degli incentivi regionali al personale del 118: nonostante abbia ricevuto da anni soldi dalla Regione (ben 360mila euro) non li ha ancora distribuiti agli infermieri che operano nel servizio di emergenza territoriale. «Sorge anche il dubbio – prosegue il Nursind – che siano stati spesi per altro e che non sappiano dove andarli a prendere. Dopo mesi di tavoli di trattativa, dove peraltro la DG dott.ssa Casani non si è mai presentata, ieri l’azienda ha manifestato una totale chiusura ad effettuare nuove assunzioni che non può essere tollerata oltre. Se non ci saranno aperture in sede di conciliazione Nursind proclamerà lo sciopero».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Cgil: «La situazione è drammatica – dice Lorena Maggiolo, nuova segretaria generale della funzione pubblica Cgil – In certe aree non si riescono a coprire le turnazioni. Il Pronto soccorso è il reparto che salta subito all’occhio ma ci sono grosse difficoltà anche al trasfusionale e al dipartimento della prevenzione. Di fronte alle risposte dell’azienda abbiamo ritenuto doveroso proclamare lo stato di agitazione». —
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