Il dolore
«Commercio abbandonato a se stesso»
Toni duri da parte del presidente di Confcommercio, che chiede alle amministrazioni più attenzione e meno ostacoli
lucca. «Per il mondo del commercio chiediamo a gran voce più considerazione da parte delle amministrazioni pubbliche, ad ogni loro livello. Se ci guardiamo attorno, vediamo invece mille ostacoli burocratici e leggi che mettono a repentaglio le nostre imprese. Ad esempio la questione ancora irrisolta della Bolkstein, che coinvolge imprenditori balneari e ambulanti,. Pensiamo alla liberalizzazione indiscriminate che stanno saturanto in molti settori l’offerta, spesso nettamente superiore alla domanda. Pensiamo all’assenza di normative adeguate per le vendite online, che creano gravi forme di concorrenza sleale a tutto svantaggio del commercio tradizionale da cui a trarre profitto sono solo i marchi della grande distribuzione».
Nella sua relazione annuale, Ademaro Cordoni, presidente di Confcommercio Lucca e Massa Carrara (un bacino di 6.900 iscritti), non la manda a dire dietro. Parla chiaro sui problemi del commercio, che sono, come dice, la scarsa attenzione degli enti pubblici e sempre dagli enti pubblici i troppi divieti. E infatti, «sui regolamenti oltremodo restrittivi, che paralizzano attività di ogni genere mettendole in grande difficoltà», si domanda (e domanda) se «davvero viviamo in territori così benestanti da potersi permettere di rinunciare alle ricadute economiche e occupazionali che potrebbero arrivare dal commercio, dal turismo e dai servizi. Noi - sottolinea - crediamo di no. Crediamo invece che queste attività meritino rispetto e grande considerazione, per questo chiediamo un’inversione di tendenza e maggiore attenzione».
Questo il livello più locale di richieste e critiche mosse da Cordoni. Che invece, sul piano generale e nazionale, insiste con forza su alcuni rischi che sono assai incombenti in questo momento per il commercio. I nodi sono «eccesso di pressione fiscale e burocrazia. Questi - dice Cordoni - i problemi principali che da oltre vent’anni frenano la crescita economica e sociale del paese. E anche quando la ripresa faticosamente emerge, resta insufficiente per ossigenare l’economia, perché incapace di dare calore e fiducia alle attese di famiglie e imprese».
«L’aumento dell’Iva non è barattabile - tuona Cordoni - e siamo contenti che il nostro presidente Sangalli abbia ribadito con forza la richiesta al governo di eliminare definitivamente questa misura, ad oggi ancora prevista per il prossimo biennio. Commercio significa luci accese nelle città, significa vita nei centri, sicurezza ma anche tantissimi posti di lavoro per i nostri giovani». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
