Il dolore
La prima volta della prova doppia non ha spaventato gli studenti
I ragazzi di classico e artistico, pur con qualche ansia, hanno superato le novità dell’esame
C’era tanta attesa per la seconda prova della maturità. Uno scoglio almeno in apparenza più ostico da superare per gli aspiranti maturandi delle scuole superiori di Lucca. Al liceo classico Machiavelli la sensazione generale è di avercela fatta con il dovuto impegno nonostante i timori e la maratona dello studio.
I primi a varcare verso le 13,30 la soglia del portoncino verde di via Battisti, sono due studenti della VA. «È andata abbastanza bene – racconta Alessia Cinquini – eravamo preparati e ce la siamo giocata nei tempi giusti. Un po' di apprensione c'è per l’orale. All’università vorrei fare veterinaria».
Paolo Bertolozzi, stessa classe, le fa eco: «Sono soddisfatto della seconda prova e la versione già tradotta di Plutarco allo scritto di greco ci ha aiutato. Dopo l’orale, vorrei frequentare la Scuola Sant’Anna di Pisa per fare Giurisprudenza. Il mio sogno è entrare in magistratura». Vittoria Giannini, 18 anni anche lei di V A esprime un suo pensiero: «Mi sono trovata meglio nello scritto di greco. La traduzione ha aiutato come le domande sul testo di Plutarco». Sempre alcune studentesse di VA, Benedetta Bendinelli e Lavinia Nardi, danno un giudizio sulla maturità: «Plutarco e Tacito non ce li aspettavamo. Sono state sei lunghe ore con qualche difficoltà».
Dafne Altomare, Agnese Benedetti, Martina Nappini, Melissa Macrì e Camilla Quilici, V A, escono insieme da scuola. «Non è stato semplice – spiega Agnese - fino all’anno scorso al liceo classico c’era solo una versione da tradurre. Il cambio delle lingue è stato estenuante. Ho trovato più affine ieri per la prima prova il testo di Tommaso Montanari. C’è da dire che sono soddisfatta del quinquennio e se potessi sono sicura risceglierei questa scuola». Interviene Camilla: «Sono più soddisfatta oggi che ieri della prima prova, sono state sei ore belle». Martina, Melissa e Dafne sono fiere di quel che hanno fatto: «La versione era complicata e anche le domande non erano proprio leggere. Speriamo vada tutto bene». Fa capolino in bicicletta anche Samuele Pierantoni di V B: «Mi sono trovato meglio all’inizio rispetto alla parte grammaticale. Il commento sul testo comunque rispecchiava le attese. Voglio fare lettere classiche all’università». Contente anche Costanza Benedetti ed Eleonora Tomei, stessa sezione: «Un Tacito più traducibile di come ce lo aspettavamo. La traduzione in greco di Plutarco ha aiutato».
Anche al liceo artistico Passaglia le sei ore sono trascorse in una serena linearità nonostante che la seconda prova si snoderà anche su oggi (venerdì 21 giugno) e lunedì 24 giugno stesso orario. Agli studenti è stato richiesto di interpretare come tema dall’autoritratto al selfie. «La prova – spiega Helena Saviozzi di VF dell’indirizzo artistico figurativo – è stata complessa. Siamo stati i primi a sperimentarla e non ce la aspettavamo. In soli tre giorni con sei ore ciascuno, dovremo realizzare due tavole sul bidimensionale e tridimensionale sia pittoriche che scultoree. Sicuramente – aggiungono Giorgia Ranieri e Iris Chiantelli – avevamo pochi riferimenti per il nostro processo ideativo. Io e Giorgia sognamo di fare interior design mentre Iris l’Accademia di Belle Arti di Bologna». Matteo Nicolini, Federico Lunardi, Niccolò Nottoli e Alberto Giuliani di V E indirizzo multimediale, aggiungono insieme le loro considerazioni: «La prova è stata interessante. Abbiamo lavorato sulla progettualità di fare un prototipo video come omaggio all’allunaggio». Infine David Bindi e Anna Benedetti (VF indirizzo figurativo): «Il tema dall’autoritratto al selfie andava sviluppato con impegno visto che i temi erano più specifici delle simulazioni». —
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