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lo scontro  

Infermieri e operatori in stato di agitazione per carenza di personale

G.P.
Infermieri e operatori in stato di agitazione per carenza di personale

La decisione presa al termine  di un incontro che si è tenuto a  Massa tra rappresentanze sindacali e vertici dell’Asl: ora l’incontro dal prefetto

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LUCCA. Carenza di personale, infermieri e operatori socio-sanitari costretti a ritmi di lavoro da catena di montaggio e un servizio sanitario che diventa ingestibile.

Sulla base di queste problematiche ieri i rappresentanti delle Rsu dei lavoratori del comparto di tutta l’Asl nord ovest hanno proclamato lo stato di agitazione. La decisione è arrivata al termine di un incontro che si è tenuto ieri mattina all’ospedale di Massa con i vertici dell’azienda. Per i sindacati di Lucca erano presenti Pietro Casciani della Uil Fp, Roberto Volpi della Cisl e Menicucci della Cgil. «I nostri ospedali - chiosa Emilio Chierchia, presidente delle Rsu per l’Asl Toscana Nord Ovest - stanno andando avanti grazie al senso di responsabilità degli operatori. Durante l’incontro i dirigenti dell’Asl hanno detto - prosegue Chierchia - che sono in grado di garantire solo i turn over per pensionamento: 250 da qui a fine anno». Non assunzioni, anche interinali e a tempo determinato, per le lunghe assenze.

È stata come una porta chiusa in faccia ai rappresentanti dei lavoratori dell’intera area Toscana Nord Ovest. Quindi Massa-Carrara, Viareggio, Lucca, Pisa e Pontedera, Livorno, Cecina, Piombino. Per questo da oggi in tutte queste realtà è in vigore lo stato di agitazione, comunicato ai rispettivi prefetti ai quali verrà chiesto un incontro come previsto dalla cosiddetta procedura di raffreddamento. Se, anche dopo la convocazione da parte della prefettura, l’azienda rimarrà sulle proprie posizioni, sarà deciso concretamente quanto e come attuare lo sciopero.

«Avevamo chiesto all’Asl - spiegano i sindacalisti - un confronto sul fabbisogno di personale. Nell’area Toscana Nord Ovest ci sono 400 lunghe assenze: maternità, assenze per gravi patologie, congedi parentali, aspettative non sostituite». Ma niente, l’azienda ha risposto picche.

Intanto continuano i giorni caldi al Pronto soccorso dell’ospedale San Luca, dove la carenza riguarda anche il personale medico. Ieri pomeriggio altra giornata movimentata, tanto che una pattuglia dei carabinieri è dovuta intervenire in loco per riportare la calma nella struttura. —

G.P.

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