Il dolore
Le pergamene longobarde, la bolla papale L’archivio millenario lo racconta un libro
Sarà presentato domani alle 17 in Arcivescovato: a tutti i presenti sarà regalata una copia del volume e offerto un buffet
LUCCA. C’è un patrimonio inestimabile nell’Archivio Storico Diocesano, nel piano nobile del palazzo vescovile di Lucca e per secoli appartamento del vescovo. Un patrimonio - che nel 2011 ha ottenuto l’alto riconoscimento dell’Unesco di Memory of the world register - di tredicimila pergamene a partire dall’anno 685, di cui 1.800 di epoca longobarda. Oltre alla storia della Chiesa lucchese c’è la storia della città contenuta in quei documenti, custoditi con cura e oggetto di continui studi.
Per la prima volta un volume lo racconta: si intitola “Un archivio, un palazzo, una città. L’Archivio Storico Diocesano di Lucca dal VII al XX secolo”.
La presentazione avverrà domani, 21 giugno, alle 17, nel salone dell’Arcivescovato di Lucca e sarà un evento: tutta la cittadinanza è invitata. La Diocesi farà omaggio di una copia del volume a quanti saranno presenti; gli stessi, dopo i saluti delle autorità istituzionali e gli interventi di Annamaria Giusti, storica dell’arte e già direttrice dell’Opificio delle Pietre Dure e di Giorgio Tori, archivista e già direttore dell’Archivio Storico di Lucca, potranno congedarsi partecipando a un piccolo buffet.
Il volume (edito da Pacini Fazzi) è il frutto di anni di studio e lavoro. Curato da don Marcello Brunini, contiene un’introduzione del vescovo Paolo Giulietti e e i contributi di tre giovani archivisti: Valentina Cappellini che ha descritto la ricchezza e l’antichità dell’archivio vescovile di Lucca; Gaia Elisabetta Unfer Verre sul Fondo del Capitolo della cattedrale di San Martino e Tommaso Maria Rossi su fondi e documenti meno noti. E due saggi tematici: quello di Beatrice Maria Chiti, laureanda con la tesi sul palazzo arcivescovile, sullo studiolo del vescovo di Lucca (uno studio inedito, in cui per la prima volta vengono datate le decorazioni a grottesca di cui è costellato, nelle pareti e nel soffitto) e quello del professor Franco Anichini sui rilievi pittorici dello stesso studiolo.
«Per il pensiero comune - spiega Tommaso Maria Rossi - l’archivio è un luogo polveroso: in realtà è l’espressione di quello che siamo stati in un’ottica di apertura alla comprensione del futuro. Dentro all’Archivio Storico Diocesano di Lucca c’è oltre un millennio di storia».
Parole che bene introducono l’emozione forte che si prova davanti alla pergamena dell’anno 723, documento con cui i fratelli Aurinando e Gudifredo donano alcuni loro terreni al monastero di San Pietro di Castiglione di Garfagnana e alla chiesa; oppure davanti alla bolla originale di Papa Benedetto XIII che nel 1726 eleva la diocesi di Lucca al rango di Arcidiocesi.
Oggi, il volume voluto e realizzato dalla Diocesi di Lucca è un esplicito segnale di apertura verso della diocesi verso la comunità e vuole incuriosirla, anche. Don Marcello Brunini, primo fautore della realizzazione del libro, custodisce un sogno: «Ci vorrà ancora del lavoro, ci vorranno anni, ma vorrei giungere a realizzare un libro in forma di guida dell’Archivio Storico Diocesano», spiega infatti.
Il vescovo Giulietti, insediatosi a Lucca il 12 maggio, circa un mese e mezzo fa, spiega di «avere scoperto da poco che questo archivio possiede una collezione unica al mondo, che occupa i locali migliori del palazzo. Molti studiosi vengono a consultarlo: è tra gli archivi ecclesiastici più importanti al mondo. In questo momento in cui si avverte il bisogno di scoprire le nsotre radici, è importante venirlo a vedere, è aperto due giorni a settimana. Il libro invoglierà le persone a rendersi conto di questo tesoro». —
B.A.
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