Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE 

Trovano in casa un arsenale, padre e figlio sotto processo

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LUCCA. Padre e figlio sono stati rinviati a giudizio dal gup Antonia Aracri con l’accusa di omessa custodia e detenzione abusiva di un piccolo arsenali di armi da fuoco, munizioni e armi da taglio. Si tratta di Piero e Giovanni Guerrucci, entrambi domiciliati nel Compitese, che dovranno comparire in aula il prossimo 19 novembre.

Durante un controllo - effettuato anni addietro nella loro abitazione e nelle immediate pertinenze - i militari trovarono un vero e proprio arsenale. Tra le armi sequestrate dagli investigatori ci sono 3500 cartucce, 2 pistole di vario calibro e tre fucili da caccia (doppiette) alcuni con matricola abrasa e quindi ritenute armi clandestine e addirittura un revolver con cinque colpi già in canna e pronti per far fuoco. Non solo. I militari trovarono numerose spade, pugnali e katane di varie forme. Resta da chiarire il perché della presenza di tutte quelle armi all’interno della casa. Semplice passione da collezionisti? Lo stabilirà il processo. L’udienza era stato rinviata in passato perché il legale dei due indagati, un avvocato del foro di Pisa, ha rinunciato al mandato ed il giudice aveva provveduto a nominare due avvocati d’ufficio: Serena Fivizzone del foro di Lucca e l’avvocato Alessandro Guardone del foro di Viareggio. I due legali, una volta nominati, avevano chiesto legittimamente i termini a difesa per studiarsi il processo. Nel frattempo le pistole, i fucili, le cartucce e tutto il materiale rinvenuto e appartenente ai due fratelli resta sotto sequestro. —

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