Il Tirreno

Lucca

il decennale della tragedia 

“Non c’è mai silenzio”, a Lucca il racconto della strage di Viareggio

Barbara Antoni
“Non c’è mai silenzio”, a Lucca il racconto della strage di Viareggio

Venerdì 21 giugno alle 21,15 il monologo dell’attrice Elisabetta Salvatori in piazza San Francesco. L’ingresso è libero 

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lucca. Rivive in piazza San Francesco il ricordo, che mai sbiadirà, della strage di Viareggio. Alle 23,48 del 29 giugno il treno merci numero 50 325 Trecate - Gricignano, che trasportava cisterne di Gpl, passando sui binari della stazione della città sul mare, deragliò: fuoriuscì un carro, che se ne portò dietro altri quattro. La cisterna di un carro venne perforata da un picchetto fuoriuscito dei binari e si innescò un incendio di dimensioni gigantesche. Quelle fiamme ingoiarono, da quel momento ad alcuni giorni più tardi, la vita di 32 persone - alcune rimaste carbonizzate, altre letteralmente svanite in quel fumo di morte, ad altre ancora lo choc squarciò il cuore, altre infine morirono più tardi, dopo atroci sofferenze - portando via anche l’anima dei loro familiari, e quella di una città intera.

È solo una ricostruzione estremamamente povera e riduttiva di quello che è stata ed è la strage di Viareggio. Venerdì 21 giugno, nell’ambito delle celebrazioni che l’associazione Il Mondo Che Vorrei, fondata dai familiari delle vittime, ha organizzato per il decennale, l’eco di quel giorno arriva a Lucca, dove finora la strage aveva trovato posto solo nelle aule del tribunale e nel salone del polo fiere di Sorbano per la celebrazione di più udienze del processo.

Venerdì sera a ricostruire quel tremendo 29 giugno 2009 sarà l’attrice versiliese Elisabetta Salvatori che sul palco allestito in piazza Francesco, alle 21,15, metterà in scena “Non c’è mai silenzio”, spettacolo da lei scritto e interpretato.

«Lo spettacolo ha sette anni - racconta Elisabetta Salvatori - ed è stato fatto su commissione. Sette anni fa era passato ancora pochissimo tempo da quel giorno e mai mi sarei avvicinata alle famiglie straziate dal dolore. Invece furono i familiari stessi a contattarmi affinché raccontassi la storia. E tutti si misero a disposizione per parlare della vita delle vittime, del loro passato. Ho cercato di ricucire, nello spettacolo, tutto quello che loro mi hanno raccontato. Ho parlato singolarmete con ciascuno di loro, finché mi sono resa conto di avere raccolto un materiale molto poetico. Dai racconti, confrontati l’uno con l’altro, sono emerse strane coincidenze, premonizioni nella vita di tutte le persone rimaste uccise. Come se questo legame tra loro si fosse cominciato a stringere molto tempo prima». Su questi racconti si basa la prima parte dello spettacolo, spiega ancora l’attrice. «Nella seconda parte c’è il momento dell’incendio, della strage: sono passaggi forti, come l’aspetto della denuncia, che emerge in modo spiccato attraverso le immagini che vengono evocate dal testo e dalla recitazione», aggiunge . Lo spettacolo sarà a ingresso libero: chiunque vorrà parteciparvi, potrà farlo liberamente.

«Sì, in effetti è la prima volta che la strage di Viareggio è presente con un’iniziativa culturale a Lucca - spiega Daniela Rombi, presidente dell’associazione Il Mondo Che Vorrei -. L’anno scorso Elisabetta Salvatori rappresentò questo spettacolo a Forte dei Marmi, quest’anno ha guardato a Lucca. E lo ritengo giusto: Lucca è la città che ha ospitato il processo di primo grado sulla strage e il sindaco Alessandro Tambellini è sempre stato molto vicino a noi familiari».

Con molte probabilità, allo spettacolo di venerdì a Lucca verranno ad assistere almeno alcuni dei familiari delle vittime. Per quella sera, così anticipa la presidente, non ci saranno gli striscioni con i volti delle 32 persone uccise. Saranno comunque loro, sempre, i protagonisti delle parole e delle denunce che l’attrice evocherà e diffonderà dal palcoscenico. Per non dimenticare mai quello che l’incuria dell’uomo ha provocato, spezzando 32 vite e condannandone irreversibilmente molte altre. —

Barbara Antoni

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