Il Tirreno

Lucca

LA CASSAZIONE SUL CASO EX SAFILL 

Le motivazioni del rinvio ad altra Corte d’Appello per il falso in atto pubblico

Le motivazioni del rinvio ad altra Corte d’Appello per il falso in atto pubblico

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LUCCA. Per la Cassazione «il verbale della seduta di un organo pubblico è un atto pubblico a tutti gli effetti». Quindi per la Suprema Corte il ragionamento dell’Appello che fonda il giudizio di irrilevanza della falsità sulla base di una scissione concettuale tra il verbale, oggetto di attestazione non veridica, e la delibera di giunta, è errato visto che la verbalizzazione delle sedute degli organi degli enti locali è disciplinata dall’articolo 79 del decreto legislativo 267/2000 (enti locali). Queste in sintesi le motivazioni adotte dalla Cassazione per rinviare ad altra sezione di corte d’Appello la vicenda che vede coinvolto l’ex assessore Marco Chiari e l’ex segretaria comunale Tiziana Picchi limitatamente al falso ideologico commesso in relazione alla vicenda della vendita del Comune di Lucca alla Safill di 62 posti auto alle Officine della Latta. La vicenda torna in Appello per un nuovo giudizio. Chiari e Picchi furono condannati in primo grado per una telefonata intercettata dai carabinieri nel corso dell’indagine sulla riunione di giunta dell’8 marzo 2011 unita alla testimonianza dell’ex assessore Cappellini. La frase incriminata fu «ti metto assente» pronunciata dalla segretaria al telefono con l’ex assessore. —

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