Attenzione
Una scuola su tre senza dirigente «Se il concorso salta sarà un dramma»
Su un totale di 33 istituti 11 sono senza preside. L’allarme della provveditora: «Mancano anche amministrativi e insegnanti»
«Se il concorso per i dirigenti venisse annullato per noi sarebbe drammatico, diversi istituti rimarrebbero scoperti». Inizia così lo sfogo della provveditora Donatella Buonriposi che il prossimo anno scolastico potrebbe ritrovarsi di fronte a un “sistema scuola” ancora più precario: un terzo degli istituti infatti, rischia di rimanere senza preside.
Se in passato infatti, la corsa a ostacoli riguardava perlopiù il “reclutamento” dei docenti, a settembre la carenza di personale potrebbe interessare anche i dirigenti. Qui il condizionale è d’obbligo: molto dipenderà dal pronunciamento del Tar del Lazio - atteso tra una ventina di giorni - che, sulla base delle centinaia di ricorsi presentati, potrebbe stabilire che la prova scritta del concorso nazionale per i presidi debba essere rifatta. A questo si aggiungono presunte irregolarità nello svolgimento del concorso, come ha riportato L’Espresso nell’inchiesta pubblicata sul numero di domenica 16 giugno. Violazione dell'anonimato e documenti informatici corrotti. E ancora: componenti di sottocommissioni che si dimettono; codici alfanumerici, creati per celare l'identità dei candidati, che diventano la chiave per capire presunte irregolarità. Queste sono alcune delle presunte anomalie che riguardano la prova. Fatto sta che, se il concorso dovesse saltare, è chiaro che i tempi si allungherebbero tanto da far traballare e non poco l’inizio regolare delle lezioni.
Uno tsunami che su Lucca, Piana, Valle e Garfagnana mette a rischio la dirigenza di un terzo degli istituti: su un totale di 33 scuole infatti, 11 sono senza dirigente e fra queste sono sette quelle che nell’anno scolastico 2018/2019 hanno “funzionato” grazie a un preside reggente. Nello specifico, la mobilità di quest’anno riguarda tre scuole superiori e otto istituti comprensivi. Ad andare in pensione saranno quattro dirigenti: Catia Gonnella, dell’Isi di Barga, Emanuela Giannini, del comprensivo di Gallicano e di Piazza al Serchio, Claudio Franciosi, dell’istituto comprensivo di Gallicano e Monica Ceccherelli, del liceo scientifico Vallisneri. Fra gli undici istituti “scoperti” due sono “sottodimensionati” e quindi non hanno diritto a un dirigente. Una scuola viene data in reggenza in mancanza di un titolare ma il preside può rifiutare “l’offerta”.
«Bisognerebbe che la magistratura si concentrasse sulle singole irregolarità - dichiara Antonio Mercuri, segretario provinciale di Flc Cgil - ma è chiaro che i controinteressati facciano di tutto per far saltare l’intero concorso dei dirigenti». A questo problema poi va aggiunto quello della mancanza dei dsga, i direttori dei servizi generali e amministrativi, altra “pedina” fondamentale per il funzionamento del complesso mondo della scuola. «Sappiamo già che mancheranno - dice Buonriposi - perché non riusciranno a concludere il concorso in tempo. Questa è una situazione che si è creata perché ci sono state molte persone che hanno deciso di andare in pensione anche con Quota 100 e non sarà immediato poterle sostituire tutte». Senza dirigenti, senza direttori dei servizi. E senza insegnanti. «Su Lucca i pensionamenti dei docenti rimangono quasi tutti scoperti perché le graduatorie sono quasi del tutto esaurite. Per i dsga invece, su Lucca abbiamo più posti scoperti che coperti - aggiunge Mercuri - per i magistrali c’è stato il concorso straordinario regionale ma non ci sarà la conferma sulla continuità così potrà capitare che un insegnante di Lucca si ritrovi di ruolo a Siena o a Grosseto. In più, nelle scuole di ogni ordine e grado della Provincia, mancano anche gli amministrativi: ci sono 21 domande in ruolo nei 24 mesi (prima fascia) e i posti liberi sono molti di più». —
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