Gioco
«Energia gratis alle famiglie? È solo una trovata di marketing»
BARGA. La Libellula si affida a al presidente della Camera Roberto Fico per contrastare l’iter per la realizzazione del pirogassificatore e boccia l’ipotesi prospettata da Kme di attuare risparmi sulle bollette.
«Alcuni nostri attivisti hanno incontrato il presidente Fico e gli hanno consegnato una lettera nella quale riassumiamo le nostra attività e le motivazioni di contrarietà all’inceneritore progettato da Kme – scrive l’associazione – da parte sua il presidente si è impegnato a interessarsi alla vicenda e a prendere contatti anche col ministro dell’Ambiente Sergio Costa, noto per le sue posizioni anti inceneritori e a favore della vera economia circolare. Il presidente si è fra l’altro detto molto stupito per l’atteggiamento della giunta regionale toscana».
«L’ultimo coniglio uscito dal cappello dell’azienda – riprende la nota – è la fornitura di energia gratis a circa 1.000-1.500 utenze domestiche del territorio; energia che, manco a dirlo, verrebbe da quella in esubero prodotta dall’inceneritore. Si potrebbero così evitare anche le odiose emissioni delle caldaie a pellet, legna e gasolio et voilà, tutti vissero felici e contenti. Ma è proprio così? La fornitura non equivarrebbe a un azzeramento della bolletta ma a una riduzione di circa il 30%. E per poter parlare di riduzione delle emissioni le caldaie tradizionali dovrebbero essere sostituite da quelle elettriche, operazione tutt’altro che gratuita; ma soprattutto, davvero si vuole affermare che lo spegnimento di un migliaio di camini a legna o pellet possa anche minimamente essere compensativo rispetto alle emissioni di un inceneritore che funziona in continuo tutto l’anno bruciando migliaia di tonnellate di scarti cartari, tessili, conciari e altre porcherie elencate nel progetto? E poi l’azienda non aveva detto fino a ieri che l’impianto era destinato e dimensionato solo ed esclusivamente alle esigenze energetiche dello stabilimento?».
La tensione resta dunque alta: «A noi queste sembrano delle pure trovate di marketing, che escono ormai a intervalli regolari per dare un contentino alla popolazione o alle osservazioni nettamente negative arrivate in Regione anche da enti preposti come Arpat e Asl. Ma non ci faremo distrarre da questi espedienti e il nostro no rimane fermo e le nostre azioni di informazione e di protesta continueranno quanto e più di prima; dal canto suo l’azienda farebbe bene a confrontarsi con la popolazione occupando quella sedia del processo partecipativo lasciata tristemente vuota». —
N.B.
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