Gioco
Un ricordo deludente noi ci giocavamo tutto ora coi crediti non è così
«Ho un ricordo un po’ deludente della maturità perché ebbi un risultato più basso rispetto a come ero arrivato all’esame». A parlare è il dirigente scolastico dell’Isiss della Piana, Luigi Lippi che comprende l’istituto tecnico Benedetti di Porcari e il liceo scientifico Majorana di Capannori che ha affrontato l’esame di Stato nell’anno ’76/’77. «L’esame cominciava di luglio e avevamo un unico membro interno, il professor Puccinelli, di lettere. È una persona che mi ha lasciato un grande ricordo, come docente anche se forse era un po’ troppo buono per fare il membro interno. Detto questo - continua - la valutazione del percorso dello studente era lasciato alla buona volontà della commissione. E, come nel mio caso, se questo non veniva fatto ci giocavamo tutto nelle prove d’esame che diventavano un terno al lotto. Feci un buon tema su Pirandello, ma alla prova di matematica, che era la mia materia, feci due errori di calcolo: non tornando il risultato, il compito prese una valutazione bassa, anche se la procedura era corretta. Anche l’orale non andò bene: alla fine presi 44. Tuttavia questa doccia fredda è stata per me importantissima per capire come approcciarmi agli esami: forse non eravamo abituati a farci valutare da persone che non ci conoscevano. Riuscii a “volare” l’università, laureandomi con lode in Scienze Agrarie. Oggi la valutazione dei crediti fa sì che situazioni del genere non possano ripetersi ma è bene che non si perda il senso dell’esame. Perché come dice Eduardo gli esami davvero non finiscono mai». —
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