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Padre di famiglia ucciso da choc anafilattico. Il medico: «Tempi stretti per intervenire»
Il dottor Cellai: «Si tratta di reazioni estreme e per fortuna rare ma quando capitano evolvono anche in meno di mezz’ora»
LUCCA. La morte di Antonio, il 51enne di Vitiana, ucciso sabato da uno choc anafilattico provocato dall’iniezione di un comune antidolorifico, ha gettato nello sconforto la Mediavalle e la Piana di Lucca, dove la vittima e la sua famiglia (aveva una moglie e tre bambini piccoli) sono molti conosciuti.
In attesa che l’autopsia chiarisca l’accaduto, per dare una spiegazione a una morte assurda e che per questo spaventa ancor di più (chi non ha mai preso un antidolorifico?) Il Tirreno ha contattato il dottor Ferdinando Cellai, responsabile del dipartimento di Emergenza urgenza di tutta l’Asl nord ovest (ovvero di tutti i Pronto soccorso presenti tra Massa e Livorno).
«È un fatto tragico ma purtroppo difficilmente preventivabile – spiega Cellai –. I farmaci antinfiammatori non steroidei, cosiddetti Fans, possono avere questi effetti collaterali anche se è raro. Solitamente la prima volta che il soggetto incontra la molecola a cui è allergico (in questo caso pare il Dicloreum, ndr) non succede niente di evidente. C’è quella che in gergo si chiama “sensibilizzazione” ovvero l’organismo si predispone a una reazione che di fatto si scatena solo in presenza di un secondo incontro con l’allergene. I sintomi possono essere vari: a volte è prevalente lo choc con ipotensione, abbassamento di pressione e morte. Altre volte possono manifestarsi sintomi allergici tipo prurito, gonfiore e l’edema della laringe che porta al soffocamento. Altre volte, capitano entrambi».
Quando ci si trova in una situazione come quella capitata ad Antonio Baldassarri, i tempi per intervenire sono stretti: «La situazione può evolvere in maniera molto rapida, anche meno di mezz’ora – prosegue Cellai – La prima cosa da fare è chiamare il 118, parlare con il medico di turno ed eventualmente su suo consiglio prendere del cortisone o dell’adrenalina. Il problema è che se nella sua storia clinica il soggetto non ha mai avuto problemi di allergie, difficilmente avrà in casa questi farmaci. È bene precisare che quella di cui stiamo parlando è una manifestazione allergica estrema e per questo assai rara. Nella maggior parte dei casi l’allergia si manifesta con un semplice arrossamento cutaneo e con un po’ di gonfiore. Test preventivi? No, parliamo di farmaci di uso talmente comune che non ne sono stati previsti. Per intenderci anche l’aspirina rientra tra in Fans. L’unica raccomandazione per i soggetti che hanno una predisposizione alle allergie, è di essere accorti nell’utilizzo di classi di farmaci che possono indurre queste reazioni».
Il precedente
Il 20 maggio 2011 un operaio 58enne residente con la moglie e i tre figli nella periferia di Lucca muore per uno choc anafilattico. Quel pomeriggio l’uomo accusa dolori lombari e chiama il medico che gli inietta un antidolorifico. Ma di lì a poco si manifesta una reazione allergica. I familiari chiamano il 118, l’uomo viene portato all’ospedale Campo di Marte ma muore poco dopo l’arrivo al Pronto soccorso. Per questa vicenda l’Asl è stata condannata in appello a pagare 1,5 milioni di euro di risarcimento alla famiglia per tempi e modi di trattamento dell’allergia.
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