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Una storia lunga un secolo: un Tomei riapre il Bar Roma

E.A.
Una storia lunga un secolo: un Tomei riapre il Bar Roma

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BAGNI DI LUCCA. Sarà Federico Tomei, 29 anni, a riprendere la gestione dello storico Bar Roma, in via Umberto I alla Villa, che appartiene alla sua famiglia da oltre 100 anni. A partire dalle 7 di domani a servire la clientela ci sarà quindi la quinta generazione della famiglia Tomei. Il bar, che era stato dato in gestione a Lorenzo Pacini di Casabasciana, è stato chiuso solo una settimana.

Del resto non si poteva lasciare il cuore del capoluogo di Bagni privo del suo esercizio storico proprio mentre arriva il flusso turistico. Un aperitivo nel corso della giornata ufficializzerà il ritorno della conduzione alla famiglia Tomei. La gente di Bagni di Lucca è particolarmente affezionata a questo locale che, insieme al bar “Antico Caffè Del Sonno”, fa parte della storia del paese. Federico è il primogenito di Renato Tomei, oggi titolare di un’oreficeria, che ha personalmente lavorato fin da ragazzino, pur studiando, nel bar di famiglia, col padre Guido. Lì lavorava anche la sua mamma, Laura, scomparsa prematuramente quando Renato era un ragazzino. Il bar Roma è “dei Tomei” da cinque generazioni. Guido Tomei è stato il primo, poi Livio, e a seguire, sempre di padre in figlio, ancora un Guido, poi i giovani Renato e Livio per qualche anno. Per diversi anni, morto Guido, i due fratelli Renato e Livio hanno poi scelto strade diverse e il bar è stato dato in gestione.

Il locale, di recente ristrutturato, si affaccia sulla piazza “del mercato”. Ora Federico, diplomato geometra, riprende in mano la conduzione di quello che per Bagni non è stato solo un bar, ma un vero punto di riferimento. «Al Bar Roma – ricordano i residenti – abbiamo vissuto la nostra gioventù. Altri tempi. Lì ci incontravano con la ragazza o il ragazzo di turno, ascoltavano le canzoni al jukebox, si studiava mentre si aspettavano gli amici. La tappa al bar Roma nell’arco della giornata era obbligatoria. Indimenticabili le partite a biliardino e poi al flipper». —

E.A.

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