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La passerella sul Serchio sarà intitolata al maestro Fagiolini

Barbara Antoni
La passerella sul Serchio sarà intitolata al maestro Fagiolini

Il tributo di Lucca a una figura centrale dagli anni ’70 in poi per la diffusione e l’insegnamento della musica

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Era solo una bambina Patrizia Fagiolini, ma i ricordi che riaffiorano alla sua mente, parlando del suo “pappà”, alla lucchese, sono talmente vividi che sembra di viverli adesso. Sono le occasioni in cui suo padre, il maestro Angelo Fagiolini, organizzava i saggi di fine anno dei suoi numerosi studenti, alla Pia Casa, o alla Casina Rossa: momenti indimenticabili, in cui la musica non era la sola protagonista. Insieme a lei lo erano i giovani allievi, in maggioranza figli di famiglie non abbienti che se non ci fosse stato il maestro Fagiolini con le sue “rette democratiche” alla sua scuola, la musica non l’avrebbero probabilmente mai potuta studiare.

Angelo Fagiolini è stato tanto conosciuto dai lucchesi quanto, negli anni, dimenticato dai palazzi delle istituzioni. Nato nel 1928 a Castelvecchio di Compito e morto nel 2011 a Lucca, dove ha vissuto e lavorato, fu il fondatore della “Scuola popolare di musica Luciano Fancelli” che operò a Lucca dal 1960 al 2005. Aveva iniziato a suonare la fisarmonica, bambino, nella banda paesana di Castelvecchio e aveva continuato la sua formazione musicale prendendo lezioni private. Ha insegnato a generazioni di lucchesi nella sua scuola in piazza San Gregorio a Lucca, in un locale che gli aveva concesso il Comune e che lo stessa gli requisì nel 2005, con immenso dispiacere del musicista Fagiolini.

Oggi la città di Lucca esprime un tributo al suo maestro “dimenticato”. Con una delibera che risale a pochi giorni fa (al 4 giugno 2019, per l’esattezza), la giunta comunale ha dato il via libera all’intititolazione al “Musicista Angelo Fagiolini” della passerella ciclopedonale sul Serchio, un po’ come fece Roma nel 2011, quando intitolò ad Armando Trovajoli il Ponte della Musica sul Tevere.

La proposta di valorizzare la figura di Angelo Fagiolini e il ruolo della musica popolare a Lucca è giunta al Comune dal costituito Comitato per la Musica Popolare Lucchese Angelo Fagiolini. Da parte loro, le eredi del maestro, le figlie Patrizia e Laura Fagiolini, faranno dono al Comune di un vastissimo patrimonio di foto e documenti di loro padre che raccontano la sua lunga carriera ma anche un pezzo della storia di Lucca. La data della cerimonia di intitolazione non è stata ancora fissata: potrebbe comunque svolgersi, presumibilmente, in settembre.

«Mio padre - racconta Patrizia - fondò la prima scuola privata di musica a Lucca, dove insegnava tutti gli strumenti escluso quelli a fiato. La intitolò a Luciano Fancelli, che era un grande fisarmonicista di Ancona. Dagli anni Settanta ai Novanta, i saggi di fine anno erano un’occasione bellissima di ritrovo per i suoi allievi e i genitori. Mio padre organizzava questi eventi completamente da solo. Passava le mattinate al telefono, prima di aprire la scuola dove insegnava dalle 13 alle 20. Ha suonato la fisarmonica fino all’ultimo, e anzi è stato grazie alla musica che ha potuto tenere testa alla malattia che lo aveva afflitto e che avrebbe potuto impedirgli, senza l’esercizio delle mani sulla tastiera della fisarmonica, di mantenerne la motricità».

Una vera vita per la musica quella del maestro Fagiolini che, sulle sue solide basi musicali apprese dalle lezioni private (non aveva frequentato il conservatorio), aveva potuto portare avanti da autodidatta, e con successo, lo studio di moltissimi strumenti, anche la batteria, che insegnava nella sua scuola.

Teneva moltissimo ai suoi studenti e mai avrebbe voluto dimenticarne uno: infatti, a ogni nuovo allievo che faceva ingresso nella sua scuola scattava una fotografia e di tutte le fotografie degli allievi aveva tappezzato le pareti della sua scuola. Che la sera “prestava” ai gruppi musicali giovanili per provare. Egli stesso, in più di un caso, come raccontano i suoi familiari, era l’anima di quelle formazioni musicali, che sosteneva e aiutava a comporre brani originali. Il maestro Fagiolini credeva nella forza della musica anche come mezzo di formazione e di contrasto al disagio: avvicinarsi alla musica, per alcuni figli di famiglie difficili, era anche la strada per uscire da cattive frequentazioni.

Un evento, organizzato dal maestro Fagiolini, è rimasto indelebile: uno spettacolo da lui organizzato nel 1963 al Teatro del Giglio, che gli fu concesso dall’allora amministrazione comunale. Un saggio annuale dei suoi allievi, al quale però si esibirono anche, invitati, il chitarrista jazz Franco Cerri e il fisarmonicista Marco Signori. —

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