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L’appello di “Sinistra con” «Confrontiamoci per le regionali»

L’appello di “Sinistra con” «Confrontiamoci per le regionali»

I gruppi di Lucca e Capannori si rivolgono in primis al Pd «Per battere la destra abbandoni l’autosufficienza»

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lucca. Un appello che parte da Lucca e Capannori, rivolto al Pd e al centrosinistra toscano in generale in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. A firmarlo sono quattro esponenti istituzionali di “Sinistra con”: Lucia Del Chiaro (assessore a Lucca), Daniele Bianucci (capogruppo a Lucca), Francesco Cecchetti (assessore a Capannori) e Marco Bachi (capogruppo a Capannori). L’nalisi parte dalle elezioni del 26 maggio in Toscana che, a fianco di un’avanzata della destra alle europee, mostrano la decisione degli elettori «di eleggere molto spesso sindaci di centrosinistra alla guida di coalizioni larghe che tengono insieme il Partito Democratico, il mondo civico (in particolare quello dell'associazionismo e del volontariato, sia di ispirazione laica che cristiana) e la sinistra dei territori. Una sinistra che, ci raccontano i dati toscani, è ormai quasi sempre slegata da dinamiche nazionali, ma che ha semmai fortissime connotazioni civiche».

Si ricorda che «a Capannori, l’esperienza di “Sinistra con” è risultata determinante, al pari di tutte le altre forze del centrosinistra, per la conferma del sindaco uscente. Nella stessa misura con cui lo era stata due anni prima a Lucca: quando, tra l’altro, fu promotrice – in una fase in cui in tutto il Paese si andava in ben altra direzione – di una proposta di governo di centrosinistra unito e aperto alla società civile. È per questo che oggi le esperienze di “Sinistra con” a Lucca e a Capannori sono a disposizione, per mettersi in rete con tutte le altre esperienze di sinistra e progressiste in Toscana: a partire da quelle civiche; da quelle ambientaliste; da quelle che guardano al mondo del lavoro e alle lotte sindacali, alle troppe povertà, ai diritti, al femminismo, al volontariato e all’accoglienza. Riteniamo infatti, in vista delle elezioni regionali del prossimo anno, che l’unica alternativa alla deriva di destra sia quella del coraggio e dell’apertura: a un centrosinistra rinnovato, ampio e plurale, dalle forti connotazioni civiche, di nuovo competitivo a tutti i livelli. E siamo anche convinti che questa coalizione non possa prescindere dalla presenza di una sinistra autonoma, radicale e di governo, che dia un suo contributo di idee e di persone alla sfida che abbiamo di fronte. Perché ciò accada, e perché sia spazzato via il rischio dell’affermazione delle forze della destra estrema e populista, occorrono però due passaggi: che l’attuale classe dirigente del Partito democratico abbandoni la pretesa all’autosufficienza, anche in Toscana, a partire dalla scelta del candidato presidente; che la sinistra finalmente eviti di rifugiarsi nella scorciatoia (che i fatti hanno ripetutamente dimostrato essere del tutto inefficace) di provare ad accordarsi in improvvisati e posticci cartelli elettorali formati da partitini e strapuntini, per organizzarsi invece in una rete che faccia perno sulle risorse presenti sui territori: con la regola, semplice e democratica, ma troppo spesso trascurata, che nella costruzione di questo percorso “uno vale uno”. Nei prossimi mesi, in Toscana, c’è bisogno di un dibattito sul nostro futuro, che sia capace di andare fuori dalla stanze chiuse della vecchia politica, per coinvolgere invece tutte e tutti. E’ necessario mettersi alle spalle ogni rendita di posizione: per uscire in mare aperto, ed avviare un dialogo inclusivo». —

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