Il Tirreno

Lucca

nel quartiere 

Cespugli alti di ortica davanti ai garage e il portone divelto

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lucca. La piazzetta interna dei due edifici popolari a “elle” di San Vito che corrono lungo viale Corsica (e da un lato si affacciano su piazzale Ariosto) ha il prato rasato di fresco, le persone vi possono camminare tranquillamente e i bambini giocare.

Non è la stessa cosa per l’erba che costeggia l’edificio con il retro lungo via delle Cornacchie. Il perimetro è pieno di cespugli incolti, cespugli di ortica cresciuti spontaneamente e alti quasi un metro, cresciuti davanti ai contatori del gas e davanti all’ingresso dei garage dei singoli alloggi. Cespugli folti: se vuoi entrare nel garage ci devi passare attraverso e l’ortica punge le gambe nude, irrita la pelle, provoca bruciori.

Una signora che vive in un alloggio di questo edificio mostra le gambe, “bruciate” dall’ortica. Da settimane, spiega, gli inquilini rimasti in quell’edificio hanno inviato solleciti all’amministratore del condominio affinché provveda a far tagliare l’erba.

«Ci è stato risposto che dovremmo chiamare un giardiniere e pagarlo con i nostri soldi - spiega la signora, che vive in queste case popolari da cinquant’anni -. Come possiamo pagare di tasca nostra. E poi sembra incredibile che sul davanti del nostro edificio il verde venga regolarmente curato dal Comune e sul dietro no, non è accettabile». La signora apre le braccia: «Incredibile». Eppure vero. Erp conferma che la manutenzione della parte del verde retrostante l’edificio spetta ai condomini. Anche se Erp ogni anno, per l’intero bacino provinciale, stanzia un budget di circa 800.000 euro annui per le manutenzioni ordinarie a carico degli assegnatari a cui gli stessi non sono in grado di fare fronte.

I cespugli di ortica non sono l’unico problema di questo edificio popolare.

Il portone dell’ingresso principale è divelto: l’arpione inferiore di una delle due ante è staccato e quell’anta è obliqua e il portone sta sempre aperto. Così per le scale che portano agli appartamenti può entrare chiunque. E la notte, racconta sempre l’inquilina, spesso ci entrano ragazzi, a bere e fumare, e la gente che abita qui ha paura a passare, a entrare in casa tardi, specialmente chi rientra da un turno di lavoro.

E poi, racconta sempre la donna, «qui c’è poca illuminazione. Il lampione della piazzetta davanti all’ingresso principale del palazzo è nascosto dagli alberi e la luce non si diffonde. Gli inquilini la notte fanno luce con i telefonini». —

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