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Lucca

l’estate dei divieti 

Risciò fuorilegge, la rabbia dei noleggiatori: «Servono i cartelli, faremo ricorso»

Federica Scintu
Risciò fuorilegge, la rabbia dei noleggiatori: «Servono i cartelli, faremo ricorso»

L'intenzione dei rappresentanti della categoria è quella di appellarsi al Tar dopo l’ordinanza del Comune che ha vietato la circolazione dei mezzi a quattro ruote sia in centro che sulle Mura

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LUCCA. Meca Kujtim, 76 anni. Professione: noleggiatore. Di risciò.È arrivato dall’Albania e ha investito, 15 anni fa, aprendo un’attività che ora si trova in via del Gonfalone. Nel suo “Rent Bike Tourist Service”, un fondo di 40 metri quadri che gli costa 850 euro al mese più suolo pubblico, ha a disposizione un “parco macchine” composto da 12 risciò. La sua attività si basa quasi del tutto sul noleggio di questo mezzo a quattro ruote che tanto piace ai turisti e di fronte a una stagione che tarda a decollare, l’ordinanza del Comune che vieta la circolazione dei risciò in centro e sulle Mura per due mesi a partire da oggi, per Kujtim rappresenta un danno enorme.

«Così sarà difficile sopravvivere», dice incredulo di fronte a un provvedimento attuato «da un giorno a un altro» e senza il coinvolgimento di una categoria che ora annuncia battaglia. Già nel 2002 infatti, i noleggiatori fecero ricorso al Tar per opporsi a questo divieto. E vinsero. Ora, dopo 17 anni e con un quadro legislativo che non è lo stesso, la strategia non è cambiata. L’intenzione è sempre quella di appellarsi al Tar chiedendo la sospensiva ed eventualmente anche i danni. Ieri mattina, gli otto noleggiatori di risciò si sono incontrati nel negozio “Noleggio Bici Poli” di piazza Santa Maria per capire come muoversi per opporsi a questa ordinanza che considerano ingiusta e calata dall’alto. Una giornata di passione, l’ultima in cui sarà consentito ai risciò di circolare. Pena: multa compresa tra 25 e 500 euro oltre alla confisca del risciò. «Abbiamo consegnato all’avvocato le carte - spiega Marco Ninci, titolare del “Servizio noleggio biciclette” di via Carrara - e faremo ricorso al Tar. In più abbiamo scritto al prefetto e al Comune per chiedere un appuntamento e siamo andati a chiedere delle informazioni alla polizia municipale anche perché dell’ordinanza l’abbiamo saputo dai giornali. Nessuno ci ha comunicato niente».

I noleggiatori, intenzionati anche a istituire un’associazione per portare avanti, compatti, questa battaglia chiedono almeno che venga installata la cartellonistica per informare i turisti che sui risciò non ci si può andare. «Il Tourist Center Lucca che c’è vicino alla stazione potrà continuare a noleggiare risciò - aggiunge Ninci - e se chi lo prende entra in centro? Non ci sono cartelli che indicano il divieto. L’ordinanza secondo noi deve ancora avere un compimento. La soluzione sarebbe stata prevedere controlli. Già l’anno scorso ci eravamo messi a disposizione del Comune e non ci aspettavamo di essere ignorati». Per i noleggiatori rinunciare ai risciò significa incassare mediamente il 70 per cento in meno.

Miriam Tosi insieme al marito Andrea ha aperto l’attività di noleggio bici e risciò in via dei Bacchettoni appena un anno fa. «Non vedo il motivo di questa ordinanza - dice Miriam Tosi - per noi sarà una bella perdita visto che abbiamo fatto un investimento cospicuo». Anche il titolare del noleggio Poli, Pierluigi Poli, che di risciò ne ha 9, non si capacita. «Solo il 10 per cento dei turisti sceglie la bici - spiega Poli - noi per primi avevamo già chiesto più controlli. I problemi ci sono a marzo e ad aprile con le gite scolastiche ma in tutto il resto della stagione i risciò vengono affittati da famiglie con bambini e da anziani». Amarezza anche negli occhi di Rai di “Cicli Rai” in via San Nicolao: «Fino a che non ci sono i cartelli non sappiamo come fare e almeno sulle Mura deve continuare a essere consentito anche perché i turisti vogliono il risciò». Ma tra i noleggiatori c’è anche chi ai risciò aveva già deciso di rinunciare. «Troppo pericolosi» per Laurie Warren titolare di “Toscana nel cuore” di via Vittorio Emanuele ma da parte sua c’è tutta la solidarietà per i colleghi colpiti dall’ordinanza. E anche da Punto Bici in via del Crocifisso i risciò non ci sono mai stati. «Sosteniamo la scelta del Comune - dice il titolare Mariano Fiscini - sono troppi e fuori controllo».
 

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