Sicurezza
Vagli, al primo consiglio Puglia fa “espellere” Coltelli
L’ex sindaco contesta al candidato sconfitto l’esistenza di un’incompatibilità per una lite con il Comune. La replica: «In questo paese non esiste più lo Stato»
Primo consiglio comunale con il “giallo” a Vagli dove il candidato sindaco sconfitto, Giuseppe Mario Coltelli, ha abbandonato l’aula al momento della verifica della condizione degli eletti ai sensi della legge perché ritenuto, dal gruppo di maggioranza guidato dal neosindaco Giovanni Lodovici, incompatibile per lite pendente con il comune.
«A Vagli non esiste più lo Stato – accusa Coltelli – ho lasciato il consiglio perché è stata votata la mia incompatibilità e ora ho 10 giorni per difendermi. Preparerò la mia difesa con gli avvocati Armando Pasquinelli, Chiara Bimbi e Alessandro Massari».
Dopo una campagna elettorale fatta di botte e risposte e di un mancato confronto pubblico più volte richiesto da Coltelli, è stato l’ex sindaco (e attuale vice di Lodovici) Mario Puglia a sollevare la questione di incompatibilità. «Presenterò le mie osservazioni al consiglio – prosegue Coltelli – se saranno respinte, resterò fuori dal consiglio fino a che esisterà la lite pendente con l’amministrazione, bisognerà poi aspettare la decisione del giudice. Se sarò condannato, sarò pronto a pagare il mio debito, altrimenti chiederò i danni e le dimissioni di Lodovici da sindaco».
Solo 16 i voti con cui Lodovici si è imposto sul rivale che ha avuto molto seguito soprattutto nella frazione di Roggio. Al momento Coltelli è ancora formalmente un consigliere: «Nonostante 337 voti resto fuori – continua - la lite pendente cui si fa riferimento risale ad alcune intercettazioni telefoniche fatte nel mio ufficio da alcuni individui della ditta Tre elle, ditta di escavazione marmo, i quali dietro chiare sollecitazioni e nel corso di una normale discussione mi avrebbero indotto a pronunciarmi su alcuni argomenti in merito a torti subiti dagli stessi da parte del Comune di Vagli Sotto. Da qui la ditta ha querelato l’ex sindaco Mario Puglia».
Dopo la rottura politica nel segno della Lega, con Coltelli prima nominato segretario poi con l’ingresso di Puglia nel partito, è scoppiata anche la lite giudiziaria tra i due: «Sapete la cosa che stona di più – chiude - che il sottoscritto deve difendersi con denaro suo e gli avvocati costano, il signor Puglia paga con soldi del Comune. Non hanno voluto un confronto pubblico e non mi vogliono in consiglio. Di cosa avranno paura?».
Le deleghe. Puglia vicesindaco con deleghe al personale, al bilancio, all'anagrafe, alla polizia municipale e ai lavori pubblici. Mirna Pellinacci, assessore con deleghe al sociale e alle scuole. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
