Italia
“Promosso” l’export della nostra provincia
Giornata di studi di Confindustria e Intesa Sanpaolo: in Lucchesia a tirare sono soprattutto cartario e abbigliamento
LUCCA. Promosso l’export della nostra provincia, anche nel seminario residenziale del Centro Studi Confindustria “Le trasformazioni del sistema industriale”.. Una due giorni di alto spessore, resa possibile dalla collaborazione fra il sistemaConfindustria (nel livello nazionale e in quello locale di Confindustria Toscana Nord), e Intesa Sanpaolo. Determinante il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.
Nella ricerca vengono messe in evidenza le performance dell'area Lucca-Pistoia-Pratosull'export: secondo la direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, un buon contributo alla competitività internazionale italiana è venuto proprio dalle tre province, che nel 2018 hanno mostrato un progresso dell’export pari al 5,8%, quasi il doppio rispetto alla media italiana (ferma al +3,1%). Complessivamente tra il 2008 e il 2018 la crescita delle esportazioni di quest’area è stata pari al 26,7% (contro +25,4% dell’Italia). Lucca e Prato sono state trainanti, con un progresso dell’export rispettivamente pari al 38,3% e al 29,2%. La propensione all’export di Lucca-Pistoia-Prato è così salita al 34,6%, oltre cinque punti percentuali in più rispetto all’Italia.
Spiccano, in particolare, i risultati conseguiti da alcuni settori tradizionali come l’abbigliamento a Prato e Lucca (+578 milioni di euro negli ultimi dieci anni in tutta l’area), la meccanica soprattutto a Lucca ma anche a Prato e Pistoia (+465 milioni), i prodotti in carta a Lucca (+394), ma anche da alcuni settori di nuova specializzazione di questi territori, come la farmaceutica a Lucca e limitatamente anche a Prato (+179 milioni), l’elettrotecnica a Lucca e Pistoia (+130 milioni), il biomedicale a Pistoia e Lucca (+28 milioni) e la cosmetica in tutta l’area (+24 milioni). Bene anche la filiera agro-alimentare dove si è messa in evidenza soprattutto la provincia di Pistoia. Le straordinarie performance di questi settori hanno in gran parte compensato le difficoltà dell’industria del mobile e del tessile.
Il distretto cartario di Luccaha dimostrato negli anni uno spiccato dinamismo e rappresenta una realtà che è riuscita a imporsi nel territorio in un’ottica marcata di filiera, integrando sia la parte di progettazione e meccanica, sia la componente produttiva e commerciale. È significativo che più di un terzo degli addetti italiani del comparto dei prodotti igienico-sanitari sia localizzato a Lucca.
Il presidente di Confindustria Toscana Nord nell'avviare i lavori ha formulato l'auspicio che il seminario diventi un appuntamento stabile. Ha inoltre messo l’accento sui buoni frutti che nascono dalla collaborazione fra sistema di rappresentanza delle imprese e sistema bancario: «Credo – ha affermato Giulio Grossi – che sia compito di Confindustria, dei grandi istituti bancari, dell’associazionismo economico, alzare ulteriormente il livello dell’analisi delle dinamiche dell’economia reale, dei territori manifatturieri dove si compete e si crea ricchezza, per rendere ancora più autorevole e incisivo il lavoro di rappresentanza a livello nazionale e locale». —
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