Sicurezza
L’ex candidato «Altri dovrebbero fare il mea culpa»
BARGA. Un fiume in piena, che travolge tutti. È Luca Mastronaldi, candidato sindaco a Barga: «Mi hanno accusato di aver fatto una lista civetta per aiutare il Pd a vincere le comunali, una falsità. Semmai sono le altre liste che dovrebbero fare un esame di coscienza».
Mastronaldi ricorda la volontà di far nascere una lista per opporsi al progetto pirogassificatore, e non necessariamente guidata da lui. Fu allora che emerse la possibilità di una candidatura a sindaco di Francesco Feniello ma (era il giugno 2018), in un incontro lo stesso Feniello rispose che «non poteva candidarsi essendo presidente Asbuc». Il tentativi, ricorda Mastronaldi, proseguirono, almeno fino all’inizio di febbraio, quando invece fu resa nota la nascita di una lista guidata da Feniello. In quel momento si pensa a un sostegno a quella lista, ma, riprende Mastronaldi, «viene messo un veto sulla mia candidatura e a quella di alcuni componenti del mio gruppo in quella lista».
«A quel punto mi rapportai col gruppo no pirogassificatore – riprende Mastronaldi – invitandoli a costruire qualche cosa di unico, anche senza di me (mi sarei fatto da parte) pur di trovare un accordo con la lista Feniello. Il gruppo no pirogassificatore, nella trattativa con Feniello, mi difese, sostenendo che era stupido escludere Mastronaldi, colui che aveva per primo sollevato il problema del pirogassificatore. Allora venni contattato da Feniello, mi fu detto che potevo entrare nella sua lista, fino a diventare vicesindaco in caso di vittoria. Insomma, in pochi giorni si è passati dal veto nei miei confronti a un incarico da vicesindaco. Cosa era cambiato? C’era poi una condizione: escludere dal gruppo tutti gli altri componenti del gruppo no pirogassificatore. Ma così facendo sarei venuto meno agli impegni presi con queste persone».
Da lì il mancato accordo e la decisione di correre da solo. Ma c’è un’affermazione che Mastronaldi proprio non digerisce: «La mia lista è stata definita “civetta” per far vincere il Pd. Dopo 15 anni di attività politica sul territorio come presidente del circolo di An, dopo dieci anni in consiglio comunale sui banchi dell’opposizione, ritengo l’essere accostato al Pd e al senatore Marcucci che ho sempre contrastato profondamente offensivo e lesivo. La mia onestà intellettuale mi ha portato, dopo il voto a presentare le mie dimissioni da coordinatore di Fratelli d’Italia, dimissioni respinte dal presidente provinciale». —
N.B.
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