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L’ondata di caldo cuoce i rifiuti Nave viene invasa dal “puzzo”

Gianni Parrini
L’ondata di caldo cuoce i rifiuti Nave viene invasa dal “puzzo”

La rabbia di un cittadino: «Non si poteva tenere la finestra aperta, una vergogna» Nel mirino l’impianto di Sistema Ambiente dove entro giugno partiranno i lavori

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Arriva il primo vero giorno di caldo e l’abitato di Nave viene invaso dai cattivi odori. Da dove arrivano? Con ogni probabilità da via Ducceschi, dove sorge l’impianto di Sistema Ambiente. Un impianto famigerato perché già in passato è finito nel mirino dei residenti di Sant’Angelo e Nave a causa delle maleodoranze. Qui, infatti, confluiscono i rifiuti raccolti ogni giorno durante il servizio porta a porta, prima di prendere il volo per gli impianti di riciclaggio o per le discariche sparse per l’Italia. Ma quando arriva il caldo la presenza (seppur temporanea) dell’immondizia, e in particolare dell’umido, produce cattivi odori e attira i gabbiani in cerca di robaccia da mangiare. È successo anche domenica, primo vero giorno di caldo afoso, con il termometro che ha superato abbondantemente i 30 gradi.

La denuncia

E così i residenti si sono nuovamente risentiti: «Non si respira – spiega Giuliano Satti, noto agente immobiliare residente nella frazione a ovest di Lucca –. A Nave ieri non si potevano tenere aperte le finestre: l’aria era invasa da un odore acre simile a quello del percolato. Una puzza che molto probabilmente viene dalla rimozione e dal movimento della montagna di spazzatura che si trova nell’impianto di Sistema Ambiente. Possibile che le persone che abitano qui o a Sant’Angelo non possano cenare all’aperto per via di queste maleodoranze? Chiedo a chi di dovere di intervenire per tutelare la salute pubblica. Nel 2019 – conclude Satti – una discarica attiva in un centro abitato è una vergogna».

La piazzola dei rifiuti

Abbiamo provato a interpellare Sistema Ambiente per capire se ci sono problemi particolari. Questo è ciò che è emerso: il sabato mattina i mezzi dell’azienda fanno la raccolta porta a porta dell’umido e dell’organico sia in centro storico che in periferia. La spazzatura viene scaricata nella piazzola dell’impianto di Nave per poi ripartire alla volta degli impianti di compostaggio in Lombardia e Veneto per la modica cifra di 105 euro a tonnellata. «Sabato mattina gran parte del materiale raccolto è subito ripartito – spiega Roberto Paolini, direttore di Sistema Ambiente – A mezzogiorno il piazzale dell’impianto era già stato liberato. Solo più tardi è arrivato altro umido, quello ritirato nel pomeriggio, ma si tratta di un camion- un camion e mezzo: poca roba, insomma e peraltro di fresca raccolta. Mi pare strano che questa possa essere la ragione delle maleodoranze».

Improbabile ma non impossibile: dato che oltre al sabato l’organico viene raccolto di martedì (in periferia) o di mercoledì (in centro), quello finito a Nave nel weekend aveva già qualche giorno e le elevate temperature registrate domenica potrebbero aver accelerato i processi chimici che producono le maleodoranze.

I lavori al capannone

Di certo questa sarà l’ultima estate con i cattivi odori a Nave e Sant’Angelo. «Entro questo mese partiranno i lavori al capannone che dovrà ospitare i rifiuti che attualmente vengono scaricati sul piazzale – spiega Paolini – Dovevano essere già iniziati ma abbiamo dovuto aggiustare il progetto e prevedere un miglioramento sismico dell’edifico. Questo ha causato un po’ di ritardo, ma ora ci siamo: l’intervento costa circa un milione di euro e durerà sei mesi. Il capannone sarà reso impermeabile ai cattivi odori con delle tamponature e delle opere in cemento armato. In più sarà dotato di un sofisticato biofiltro che ripulisce l’aria dell’immobile prima che venga rimessa in atmosfera». L’investimento, previsto dal piano economico finanziario approvato a gennaio 2018 dal Consiglio comunale è già appaltato.

La carenza di impianti

Quella dei rifiuti è una partita complicata (e costosa) per molte amministrazioni: magna pars del problema è la mancanza sul territorio di impianti utili a chiudere il ciclo dei rifiuti: i pochi esistenti hanno un gran numero di richieste e quindi possono tenere i prezzi alti. In più c’è da considerare la spesa per il trasporto. Proprio per questo motivo da mesi il Comune sta lavorando per colmare la carenza infrastrutturale. Attraverso l’adeguamento degli impianti di Sistema Ambiente a Nave e di Geal a Pontetetto si punta a creare una filiera che trasformi il rifiuto organico in biometano, un gas pulito che ha mercato e può essere utilizzato anche come carburante per i mezzi pubblici. Al momento però il progetto è ancora in fase di studio. —

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