Il Tirreno

Lucca

Il socio privato 

Daneco, slitta a settembre l’assemblea dei creditori

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LUCCA. Quella dei rifiuti è una partita difficile da giocare soprattutto se il tuo partner privato rischia il fallimento. Sistema Ambiente lo sa bene: il 62,58% delle quote dell’azienda dei rifiuti sono in mano a Lucca Holding Servizi, controllata dal Comune di Lucca, mentre il 36,56% sono in mano a Daneco, il socio privato che da tempo versa in cattive acque e ha già messo in liquidazione le proprie quote. Lo prevede il piano concordatario che i vertici dell’azienda hanno presentato al tribunale di Roma per salvarsi dal fallimento. Alla fine del luglio 2018 il giudice ha dato parere positivo al "concordato pieno liquidatorio" nominando tre commissari giudiziali che dovranno vigilare sull’attività che l’azienda dovrà svolgere in questi mesi per ottemperare a quanto previsto dal piano.

È notizia di questi giorni che l’assemblea dei creditori prevista per luglio è stata posticipata a settembre. Non una buona notizia per il Comune che ha interessa a liberarsi il prima possibile di un socio del genere: in questi anni Daneco non ha investito capitale, non ha messo a disposizione i propri impianti e neppure il proprio know how. Ha semplicemente espresso l’ad (lo prevede lo statuto) e fin quando è stato possibile (ovvero fino al 2012) ha partecipato alla ripartizione degli utili fra i soci. Il Comune, attraverso Lh, ha diritto di prelazione ma non lo eserciterà perché superando la quota attuale vedrebbe saltare la clausola di salvaguardia che sino al 2029 gli permette di non confluire in Reti Ambiente. —

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