La manifestazione
Lucchese, una salvezza da Guinness conquistata nella stagione più difficile
Mai nessuna squadra professionistica ce l’aveva fatta con una penalizzazione di 25 punti: la vittoria di un gruppo fantastico
Il cielo è rossonero sopra Bisceglie. Sono le 23.16 e la Lucchese è salva. Mantiene, a livello sportivo, la serie C. Lo fa al termine di una partita che sembra scritta dalla penna di un famoso drammaturgo tedesco. Racchiuso in quei tiri dal dischetto c’è un anno di lavoro, di passione, di sacrifici, di umiliazione, di speranza e di illusioni. E quando il sesto rigorista nerazzurro stellato calcia proprio alle stelle il suo penalty ecco che la gioia incontenibile si scatena in campo e sugli spalti e in contemporanea nelle vie del centro storico e nei bar della periferia. È una diretta virtuale che unisce migliaia di cuori in un’unica eterna passione: la Lucchese. È la vittoria di Antonio Obbedio, di Giancarlo Favarin, di Giovanni Langella, di Riccardo Guidi, di Marcella Ghilardi, di tutto lo staff tecnico-sportivo che per sei mesi è andato avanti senza scendere a compromessi. A testa alta, senza prendere un euro, chiedendo l’obolo alle persone di buona volontà che sono state tante e spesso anonime: dai tifosi ai commercianti. Ma è soprattutto la vittoria di un manipolo di ragazzi uniti e innamorati del calcio. Di quello vero, di quello genuino, non taroccato da stipendi gonfiati, calcio scommesse e pay tv. Sarebbe bastato che anche due-tre di quei moderni eroi in casacca rossonera si fosse tirato indietro, avesse ascoltato sirene ammaliatrici provenienti da luoghi lontani dallo spogliatoio, avesse tirato anche per un attimo indietro la gamba visto che, in fondo, lo stipendio (quattro soldi, perché in C non ci sono compensi milionari) non lo percepiva da gennaio, che il miracolo odierno non si sarebbe compiuto. Bisogna dire un grazie sentito e sincero a questi ragazzi che hanno fatto dell’onestà e della rettitudine la loro bandiera. Un valore che non ha prezzo e che deve essere preso a modello dai giovani che si approcciano alla vita e allo sport. Sappiano essere uomini come lo sono stati questi ventenni in maglia rossonera. È presto per dire se qualcuno di loro giocherà in serie A, diventerà un campione affermato, conquisterà titoli nazionali, coppe europee o la maglia azzurra. Ma è invece il momento di celebrarli non sono con applausi sinceri e sentiti perché hanno scritto una pagine indelebile nella storia nazionale.
Nessuna squadra italiana in campionati professionistici era riuscita a salvare la categoria con 25 punti di penalizzazione. Ricordiamo l’Arezzo la scorsa stagione (-15) o la Lazio di Fascetti in B nel 1987 (-9), ma il record della Lucchese sarà difficilmente superabile.
FESTEGGIAMENTI
Qualcuno ha parlato di conferire la cittadinanza onoraria ai componenti della Lucchese. Non facciamoci prenderci dalla fregola come accadde per la targa commemorativa a Franco Scoglio nella tribuna vip dello stadio - solo perché aveva portato un presidente che prometteva la A in 4 anni - per poi farla sparire nottetempo negli anni successivi fingendo che non ci fosse mai stata. Quel riconoscimento straordinario si concede ad individui che debbono essersi distinti particolarmente nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell'industria, del lavoro, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale e assistenziale attraverso azioni di alto valore a vantaggio della nazione o dell'umanità. È doverosa (e tardiva) una medaglia commemorativa ai componenti di questo fantastico gruppo e una festa in loro onore a palazzo Orsetti. Forse sarebbe stato meglio, da parte dell’amministrazione, mostrare reale vicinanza nei mesi passati verso questa squadra - lasciata completamente sola da chi la gestiva e - con gesti semplici e diretti: inviare addetti comunali di ritorno da potature di piante a tagliare l’erba del Porta Elisa o a segnare il campo con il gesso, o gli operai di Sistema Ambiente a togliere i sacchetti con i rifiuti oppure cooperative impegnate nella pulizia dei bagni degli edifici pubblici a pulire i gradoni e i gabinetti dello stadio. —
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