Il Tirreno

Lucca

il tifo 

In duecento a salutare gli eroi sotto la tribuna del Porta Elisa

Nicola Nucci

Alcuni erano andati in trasferta a Bisceglie, altri avevano seguito il match al maxischermo in Corso Garibaldi o nei ritrovi storici come il circolo di Cerasomma

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Un abbraccio infinito. Oltre 200 tifosi hanno accolto Il pullman della Lucchese rientrato al Porta Elisa intorno alle 12 dal lungo viaggio dalla Puglia dopo l’impresa della salvezza conquistata ai rigori.

Molti di quei tifosi che erano lì si erano sobbarcati 1.400 chilometri per spingere la Pantera nella finale di ritorno col Bisceglie. In sieme a loro, rientrati con qualche ora di anticipo rispetto ai beniamini rossoneri, gliltri che avevamo visto la partita sul maxischermo o a casa ad aspettare il rientro degli eroi di Bisceglie.

Un’altra straordinaria pagina di storia, superiore anche a quella di Correggio che valse la promozione in serie C nella stagione 2012-2013. Perché salvarsi senza una società alle spalle e con 25 punti di penalizzazione è un record.

“Eh la sosteniamo o no questa Lucchese come on” e “Ti porto nel cuore forza Lucchese” i cori di incitamento alla squadra e allo staff tra bandiere, fumogeni e maglie della squadra e t-shirt "Più forti di tutto".

Ci sono tutti gli irriducibili, quelli che non hanno mai smesso di tifare la Lucchese. Anche negli anni bui, dopo due fallimenti societari e nell’annata più travagliata in 114 anni di storia, che si è conclusa - almeno sul campo - sabato sera a Bisceglie.

Un bagno di folla, un abbraccio collettivo per i calciatori, il tecnico Giovanni Langella (Favarin è rimasto in Puglia per una vacanza con la famiglia), il direttore sportivo Antonio Obbedio, la segretaria factotum Marcella Ghilardi, il professor Riccardo Guidi.

Una parola di ringraziamento, una foto di rito, uno sguardo di stupore per un’impresa che è una lezione a tutto il mondo sportivo.

«Ho ancora i brividi, ma sono sempre stato fiducioso. A Bisceglie ho già vinto anni fa all'ultimo tuffo» ha detto il viceallenatore rossonero.

Un’onda rossonera che ha riacceso l’amore e la passione per la Lucchese. Merito di una squadra che ha ci ha messo l’anima, sotto l’aspetto umano una delle più amate di sempre. Un’immenso amore. La febbre del sabato sera. C’è chi si è fatto 800 km andata e ritorno, quasi 300 tifosi al Ventura di Bisceglie. Un viaggio allucinante del pullman della Vecchia Ovest dopo il guasto al bus a due piani sostituito all’ultimo tuffo con un pullman di Bergamo. E chi si è stretto intorno alla Pantera tifando a distanza.

Tantissimi tifosi, di tutte le età, ha seguito la finale salvezza davanti al maxischermo allestito al bar Giò Caffè Monica in Corso Garibaldi. in centro storico.

Al circolino di Cerasomma si sono ritrovati tifosi di vecchia data. C’è Marco Fagnani, titolare del bar, con la maglietta di Lucca United, Massimo Michelotti, Cesare Battisti e Roberto Stagi. La sofferenza dei supplementari fino ai rigori con un super Falcone, Zanini che fa centro e Starita che spara alto.

I giocatori che si inginocchiano davanti ai tifosi della curva rossonera (splendida coreografia) è una delle foto simbolo insieme a video e ringraziamenti sui social. Poi la festa rossonera che si è prolungata anche ieri sera con la squadra festeggiata al Porta Elisa sotto la curva Ovest che non l’ha lasciata mai sola.

E adesso che succede? L’impresa di Bisceglie non deve restare inutile. —



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