Lutto
Lucca Classica in cinque anni raddoppia i suoi spettatori E già pensa all’edizione 2020
lucca. In soli cinque anni di vita è riuscita a imporsi nel panorama culturale lucchese, conquistando la fiducia delle istituzioni e di un numero imprecisato di sodalizi associativi, ma anche di tante aziende private che hanno deciso di offrire il proprio contributo per agevolare il lavoro degli organizzatori. Stiamo parlando di Lucca Classica Music Festival, la rassegna musicale, regina della primavera lucchese, nata nel 2015 dall’idea di Simone Soldati, attuale direttore artistico e subito esplosa, diventando una delle manifestazioni più apprezzate della città che ogni anno richiama migliaia di persone.
I numeri testimoniano il grande successo della rassegna che in cinque anni ha raddoppiato gli spettatori. All’inizio le presenze furono 6.500 per passare, nel 2016 a 7.000 e salire vertiginosamente a 12.000 l’anno successivo, arrivando a 12.800 nel 2018. L’edizione appena conclusa ha superato i 13.000 spettatori. Dati reali «che - spiega Marco Cattani, presidente dell’Associazione Musicale Lucchese che promuove l’iniziativa con il teatro del Giglio -, fanno riferimento ai concerti svolti nei luoghi chiusi e non considerano le migliaia di persone che hanno assistito alle performance all’aperto».
Secondo il numero uno dell’Aml il merito di questa crescita esponenziale è da attribuire a una sempre più solida rete di collaborazioni e agli importanti accordi pluriennali che hanno permesso al progetto di assumere dimensioni sempre più imponenti. «Una piacevolissima invasione di musica e allegria spalmata su 98 appuntamenti in soli cinque giorni che fanno di Lucca Classica un evento trasversale che non ha eguali in Italia»: parola di Giorgio Bartoli, presidente della Camera di Commercio, deciso a rinnovare, tramite Lucca Promos, il sostegno dell’ente che presiede «a una manifestazione che permetterà di attirare a Lucca nomi sempre più altisonanti dell’universo musicale, a garanzia di un grande successo».
L’edizione numero cinque di Lucca Classica va dunque in archivio con un bilancio eccellente, ma anche con la consapevolezza delle responsabilità di un progetto che adesso non può compiere passi falsi, ma procedere a ritmi sempre più incalzanti, per offrire al pubblico quanto di meglio sia possibile e conquistare ogni anno punti di gradimento che permettano di scalare l’olimpo della musica internazionale. Di sicuro il festival potrà nuovamente contare sul sostegno della fondazione Cassa di Risparmio che ci ha creduto sin dalla fase embrionale. La promessa arriva dal suo presidente, Marcello Bertocchini, il quale si congratula con gli organizzatori «che hanno ascoltato le nostre raccomandazioni, stendendo una rete fitta di collaborazioni che nel tempo si è rivelata fondamentale per il buon esito della rassegna». Tra i progetti per il 2020 il concerto del primo maggio, suggerito dal presidente del consiglio comunale Francesco Battistini e tante altre sorprese. —
Rossella Lucchesi
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