Il Tirreno

Lucca

L’onda giallo ciano invade Lucca: volti e storie del volontariato

Gianni Parrini
L’onda giallo ciano invade Lucca: volti e storie del volontariato

Migliaia di giovani in città per i 120 anni della confraternita Chi sono, cosa fanno e da dove vengono i nuovi “angeli”

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LUCCA. Un’onda giallo ciano ha riempito il centro storico di Lucca. In questo weekend tantissimi volontari provenienti da ogni parte d’Italia si sono riuniti nell’arborato cerchio per celebrare i 120 anni del Misericordia. Si sono riversati in ogni angolo della città portandosi dietro una contagiosa allegria. Un’invasione pacifica, colorata e solidale.

Le storie di alcuni volontari le potete leggere in queste due pagine. Sono persone di tutte le età, con storie diverse e provenienze assai lontane ma accomunate dall’immateriali: la solidarietà, la voglia di aiutare il prossimo, il gusto per il piacere che ne deriva.

Parlare di volontariato in una società che fa dell’utilitarismo la chiave di lettura del successo, è cosa assai complicata. Molto giovani iniziano per curiosità, altri perché col servizio civile riescono a mettersi due soldi in tasca nell’attesa di trovare un lavoro. Ma è una falsa partenza: aiutando gli anziani che vivono soli, o i ragazzi affetti da disabilità o le persone meno fortunate ricoverate in ospedale o in centri di altro genere, i volontari della misericordia scoprono una ricchezza che prima non riuscivano a scorgere. È il lato nascosto delle relazioni sociali, quello fatto di abbracci, sorrisi e calore umano. È un versante sempre meno frequentato perché spesso sostituito da relazioni virtuali affidate ai social. Ma è lì che molti giovani trovano se stessi: fuori dalle abitudini e dalle convenzioni. Andiamo a conoscerli. —

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