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Il paese si mobilita per rifare la strada

Emanuela Ambrogi
Il paese si mobilita per rifare la strada

A Montefegatesi gli abitanti sono intervenuti per ricostruire lo storico selciato dopo anni di attesa

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In strada a ripulire, ricostruire e restaurare lo storico selciato tanti dei 168 abitanti di Montefegatesi che, stanchi di attendere invano, da anni e da tutte le amministrazioni, lavori che i Comuni non fanno, anche per mancanza di fondi, hanno deciso di rimboccarsi le maniche in prima persona. E in pochi giorni stanno finendo il restauro della via che porta alla piazza del paese, a 842 metri di altezza, nel quale stanno arrivando i villeggianti.

Tutti hanno partecipato alla iniziativa: chi prendendo calce e paletta, chi pulendo, chi contribuendo alle spese e chi provvedendo a far da mangiare per chi era al lavoro. Il lastricato ora è tirato a lucido e si è provveduto anche alla "stuccatura", cioè a coprire gli spazi tra una pietra e l'altra. Nei residenti non c'è animosità nei confronti degli amministratori comunali di ieri e di oggi, ma una semplice presa d'atto che, se volevano riavere il paese pulito e con le strade sicure, non c'era altra soluzione che mettersi in prima persona al lavoro. E lo hanno fatto, a testimonianza di quanto cui sia attaccamento nel luogo di origine nella piccola comunità che continua a presidiare un paese gioiello come Montefegatesi, dal quale i più se ne sono dovuti andare, anche all'estero.

Troppi i disagi, a partire dai problemi dei collegamenti verso la Valle, sottovalutati al punto che il trasporto pubblico aveva addirittura soppresso l'ultima corsa della sera (alle 18,30) per tornare in paese, poi ripristinata.

«Tutti gli abitanti di Montefegatesi - spiega David Bonaventuri - dimostrano da sempre un grande amore per il loro paese. In tanti dall'inizio di questa settimana hanno ripulito e poi stuccato la strada che dal parcheggio all' inizio del paese, porta alla piazza centrale del borgo montano. Ma anche chi non ha lavorato manualmente ha partecipato in modo fattivo all'opera: in tanti hanno contribuito con le spese e altri hanno fornito bevande e cose da mangiare. Su tutto ha prevalso lo spirito di collaborazione e un grande attaccamento alla terra di origine». I lavori, che vengono fatti previa autorizzazione della amministrazione comunale, sono stati decisi dopo che erano state fatte invano richieste sia alla amministrazione precedente che a quella attuale. In assenza di fondi per le opere previste, i residenti hanno deciso di risolvere da soli il problema, mettendosi all'opera senza protestare. Anche le precedenti richieste fatte alla società dell'acquedotto Gaia perché togliesse le tubature non più funzionanti sono rimaste sospese e a questo punto i residenti sono intervenuti dove e come potevano. Con ottimi risultati. Per tenersi in collegamento, hanno utilizzato anche i social sui quali davano indicazione degli orari di lavoro, dei punti in cui si agiva, dei tratti che rimanevano chiusi durante le opere per dare tempo al cemento di seccare. «Chi fa da sé fa per tre - commentano ora i paesani, soddisfatti - .Molti degli edifici (teatro, ambulatorio, lavatoio, judo), monumenti (Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Dante) e altre opere sono frutto del lavoro dei nostri avi. Tocca a noi mantenere vive le tradizioni. L'unione fa la forza. Amiamo il paese e ci piace mantenerlo. Chissà, magari a fine giugno o luglio ci prende voglia di ristuccare anche la piazza». —

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