Il Tirreno

Lucca

il punto 

Settanta telecamere e quarto tentativo di sabotaggio al S.Luca

F.S.

2 MINUTI DI LETTURA





lucca. Sono una settantina le telecamere installate all’ospedale San Luca.

La maggior parte si trovano all’esterno - circa 45 - mentre il resto all’interno, negli ascensori ma anche all’ingresso.

Un ospedale “super controllato” a giudicare dal numero degli occhi elettronici presenti ma nel quale, due giorni fa c’è stato l’ennesimo tentativo (forse) di sabotaggio. Sarebbe il quarto. La doccia di uno dei bagni riservato ai disabili è stata trovata aperta con tanto di pavimento allagato ma il tentativo è stato di fatto bloccato sul nascere.

Niente a che vedere dunque con la portata di quanto accaduto nei precedenti tentativi di sabotaggio quando erano stati tolti i sifoni ai lavandini e aperti i rubinetti dei bagni: è la mattina del 25 maggio e l’acqua è talmente tanta da allagare i corridoi di passaggio di tutti e tre i piani dell’ospedale causando non pochi disagi.

Un episodio analogo era accaduto due giorni prima e un altro, risale invece alla settimana precedente. La modalità è in tutti i casi molto simile: a cambiare il numero di lavandini aperti che ad esempio, nel caso del 23 maggio, erano stati quelli dei bagni al pian terreno.

Intanto martedì mattina all’ospedale San Luca è tornata la polizia Scientifica che ha acquisito le nuove immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza.

Nessuna di queste telecamere però, compresa quella installata all’ingresso, inquadrerebbe le zone dell’ospedale che sono state oggetto del tentativo di sabotaggio. Quindi, individuare l’autore (o gli autori) di questi gesti - ammesso che si tratti della stessa persona - diventa ancora più difficile, almeno se ci si basa sulle immagini delle telecamere.

Ecco perché l’indagine, che viene condotta dalla squadra mobile, si complica ulteriormente.

Al momento non ci sarebbe comunque alcun indiziato.

Restano quindi sul tavolo tutte le ipotesi, compresa quella che due di questi casi (di fatto i più blandi) possano essere frutto di emulazione, anche se, visto che il tentativo di sabotaggio è stato più o meno sempre lo stesso, sembra prevalere l’idea che a compierlo sia stata una persona che si trovava all’ospedale: forse un paziente o magari un dipendente. Le indagini comunque proseguono. —

F.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca