Il Tirreno

Lucca

ambiente ed economia 

«Quello del cinipide è un falso allarme Il vero pericolo adesso è un fungo»

Nicola Bellanova
«Quello del cinipide è un falso allarme Il vero pericolo adesso è un fungo»

Il presidente dei castanicoltori Ivo Poli si dice ottimista «A giudicare dalla fioritura la produzione non mancherà»

3 MINUTI DI LETTURA







Non esiste alcuna allerta cinipide e, soprattutto, l’attuale situazione lascia prevedere che quest’anno la produzione di castagne in Valle del Serchio sarà buona.

Ivo Poli, presidente dei Castanicoltori d’Italia e consulente per il ministero delle Politiche agricole, interviene sulla questione sollevata da alcuni imprenditori agricoli della Valle, allarmati da una presunta recrudescenza del fenomeno Cinipide. Una recrudescenza, sottolinea Poli, che «non è localizzata solamente in Val di Lima, ma in tutta l’Italia castanicola, da nord a sud. È una situazione normale che si definisce “equilibrio biologico”. In sintesi: periodicamente avvengono questi picchi la dove esistono prede e predatori di qualunque genere. Il fatto che i castagni siano senza foglie non è vero, piuttosto vero è che la fogliazione quest’anno è ritardata rispetto ad altri anni. Se osserviamo bene i castagni la presenza del cinipide è principalmente nella parte bassa della vegetazione, soprattutto nei cedui e selvatici, perché vegetano molti giorni prima delle chiome dei castagni da frutto, e il cinipide depone le uova in quelle gemme già formate».

«Prevenzione e studi non si sono mai fermati – prosegue Poli – anzi, tuttora la Regione Toscana attraverso i suoi uffici come il servizio fitosanitario sta controllando in tutto il territorio regionale la percentuale di “parassitizzazione” da parte del Torymus sinensis (l’insetto antagonista del cinipide ndr)».

Attualmente, dai primi dati rilevati nelle diverse zone castanicole toscane, si riscontra una percentuale di presenza del Torymus all’interno delle nuove galle che osscilla tra il 50 l’80%. Per quanto riguarda i lanci di Torymus, questi non vengono più effettuati dal Ministero dal 2016, perché, viene spiegato, è stato raggiunto un equilibrio che rende non più necessario spendere soldi sul cinipide. Piuttosto si è preferito destinare quelle risorse su altri studi legati alla castanicultura. È infatti emerso un nuovo preoccupante nemico, sul quale da anni stanno indagando diverse università e che ancora non si sa bene come contrastare. Un nemico che i molti castanicoltori non conoscono: si tratta di un fungo, lo “Gnomoniopsis pascoe”, che la stagione scorsa ha portato alcuni castanicoltori ad avere uno scarto di oltre il 50% .

«Se i castanicoltori osservano bene la vegetazione bassa dei castagni ricchi di galle – continua Poli – vedranno molte galle e foglie con galla che secche o che stanno seccando: quello è il primo stadio dell’azione del fungo. Se a fine settembre e ai primi di ottobre dovesse piovere in abbondanza questo sarebbe il vero problema, per l’inoculo e la ripresa del marciume delle castagne. In questo caso i castanicoltori dovrebbero raccogliere continuamente le castagne e asciugarle o metterle subito nei metati, senza lasciarle per giorni sul terreno».

Il presidente della categoria smonta gli allarmismi sulla stagione che verrà: «Se osserviamo bene la chioma dei castagni da frutto, già vediamo l’inizio di un’ottima fioritura che tra pochi giorni sarà nel suo completo sviluppo, e per quanto riguarda la produzione di castagne, se non ci saranno avversità durante “l’allegagione” (ossia la fase in cui il fiore comincia a trasformarsi in frutto ndr) la produzione non mancherà certamente».

Ma nonostante le rassicuranti parole di Poli la preoccupazione in Valle resta alta. Ne è dimostrazione l’appello che arriva da Bagni di Lucca, dove il gruppo di minoranza “Progetto Rinascimento” ha presentato un’interpellanza per invitare l’amministrazione comunale a procedere velocemente nell’organizzazione dell’allevamento dell’insetto antagonista del cinipide. Progetto Rinascimento si dice pronto a sostenere l’amministrazione e la invita a muoversi come fatto dai Comuni dell’Unione Garfagnina. Se nella Garfagnana i castagni resistono, sostiene Progetto Rinascimento, è perché i lanci copiosi del Torymus non si sono mai fermati, come invece è successo quest’anno nel territorio di Bagni di Lucca, dopo che dal 2012 al 2018 i lanci avevano prodotto sensibili miglioramenti. Quindi i consiglieri ritengono di assoluta urgenza la ripartenza di iniziative mirate a contrastare la diffusione del cinipide. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa