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Aeroscalo Tassignano prorogata fino a ottobre la gestione provvisoria
CAPANNORI. Il tribunale di Lucca ha concesso fino al 21 ottobre la proroga dell’esercizio provvisorio. Dopo la sentenza di fallimento della società “Areoporto Capannori” è tutto da scrivere il futuro dell’aeroscalo inaugurato nel 1932 come campo d'aviazione. Intanto in questi cinque mesi, sotto la supervisione del curatore, continueranno le attività aeroportuali di base in funzione all’aerostazione, quindi i voli, la manutenzione della pista, la trasmissione radio e il servizio antincendio e protezione civile. In attesa del bando europeo di Enac. I tempi per indire la procedura di gara però saranno lunghi, almeno un anno. Pertanto è probabile che l’ente nazionale dell’aviazione civile, in questa fase di transizione tra scadenza della nuova proroga e il bando, assegni la gestione provvisoria ad un’associzione, o un consorzio di associazioni, tra quelle già operanti nello scalo.
L’Areoclub Lucca (cambio della guardia alla presidenza da Alfredo Vannini a Lorenzo Rossi), attraverso la Toscana Service, è pronto a partecipare al bando e investire nell’aeroporto di Capannori. Intanto lo scalo va avanti, da oltre un anno è in esercizio provvisorio e in mano a un commissario, dopo l’autorizzazione del giudice fallimentare all'assegnazione provvisoria.
«Finché farò il sindaco non ci sarà nessuna speculazione sull'aerea dell'aeroporto di Tassignano e metteremo invece i bastoni fra le ruote a chi gode di questa decisione perché ci vede l'opportunità di fare cassa investendo poco», erano state le parole del sindaco Menesini a novembre dopo la decisione dei giudici. Aggiungendo dell'interessamento al progetto di sviluppo nel settore dell'innovazione da parte di soggetti privati.
«Dialogheremo anche con Enac, oggi soggetto titolare dell'aeroporto di Tassignano, visto che abbiamo sempre trovato in questo ente un importante sostegno». Da capire se ci sono spazi per rilanciare il progetto per la ricerca nel settore dell'innovazione aerospaziale. L’amministrazione comunale aveva difeso il piano di sviluppo dell’aeroporto elaborato insieme alla Sigma Ingegneria, a cui il Comune aveva ceduto il 51% delle quote della “Aeroporto Capannori” per rilanciare lo scalo aeroportuale e avviare un graduale disimpegno delle quote in mano al socio pubblico. Tutto questo però prima che il piano di sviluppo venisse "bocciato" dai giudici del tribunale di Lucca e poi dalla Corte di appello di Firenze. Adesso la palla torna all'Enac. —
N.N.
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