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Lucca

il processo 

Violenza sessuale Condannato un pensionato

Pietro Barghigiani
Violenza sessuale Condannato un pensionato

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LUCCA. «La giovane è credibile nel suo racconto. Non si capisce perché avrebbe dovuto inventarsi un’accusa del genere nei confronti di una persona mai vista prima».

È uno dei passaggi della requisitoria del pm Miriam Pamela Romano. L’atto d’accusa concluso con una richiesta di condanna a un anno e 8 mesi per violenza sessuale, nella fattispecie più lieve, nei confronti di Loretto Regoli, 82 anni, pensionato di Castelfranco di Sotto. Una richiesta accolta dal primo collegio del tribunale di Pisa. All’imputato è stata concessa la sospensione condizionale.

Il pensionato era in aula. Appoggiato alla moglie ha lasciato l’aula dopo aver ascoltato il verdetto con cui viene riconosciuto colpevole di aver allungato le mani su una giovane cameriera – anche lei in aula – durante la visita in un appartamento di proprietà dell’uomo che la giovane voleva vedere per prenderlo in affitto. Il risarcimento danni andrà fissato in sede civile.

«Mi è saltato addosso all’improvviso. Sono rimasta pietrificata. Mi baciava sul collo e poi mi ha messo una mano in mezzo alle gambe» era stato il racconto della giovane, assistita come parte civile dall’avvocato Ilenia Vettori. Regoli era difeso dagli avvocati Letizia Giovannetti e Stefano Carmignani. Erano in cucina, secondo la ricostruzione accolta dal tribunale, quando il pensionato avrebbe cercato di baciarla per poi metterle le mani nelle parti intime della donna. Un amico comune li aveva messi in contatto. Lei, residente in Valdinievole e con un lavoro nella piana lucchese, voleva un punto di appoggio in zona. Lui aveva degli appartamenti in provincia al confine con il comune dove lavorava la ragazza. Si incontrano davanti all’officina del conoscente e insieme vanno in auto a vedere l’abitazione. Quello che succede all’interno per la donna è una violenza sessuale. «Mi aveva detto mentre mi toccava: “sei fai la brava ti faccio lo sconto”. Sono rimasta di sasso. Gli davo del lei perché mi sembrava impossibile che a quell’età e senza mai averlo visto prima potesse comportarsi in quel modo» è stato il racconto in aula della cameriera.

L’episodio risale al 15 marzo 2015. Dopo l’assalto i due tornano in auto insieme. «Come se nulla fosse Regoli poi è andato a pranzo con la moglie nel locale dove lavora la mia cliente» ha aggiunto l’avvocato Vettori. L’imputato ha sempre respinto le accuse. Scontato l’appello dopo il deposito delle motivazioni. —

Pietro Barghigiani



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