Il Tirreno

Lucca

dopo le elezioni 

Il comitato La Libellula all’attacco «Vigileremo sugli impegni presi Saisi rivolga a Kme le sue osservazioni»

Nicola Bellanova

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BARGA. Il silenzio post elettorale è finito, e il comitato La Libellula torna a svolazzare sulle teste di chi può opporsi al pirogassificatore. Anche se l'associazione non ha formato una lista propria ed espresso un candidato sindaco, il 93% degli elettori ha dato la sua preferenza alle tre liste che si sono impegnate per iscritto e in maniera precisa per quanto riguarda il No al progetto di gassificatore Kme e anche su altri aspetti riguardanti la salute e l’ambiente nella nostra Valle. A dire il vero, ben quattro (ex) attivisti del comitato erano in lista con Francesco Feniello, e tre di loro sono anche entrati anche in consiglio comunale nelle fila dell'opposizione. Comunque, terminata la maratona, il comitato torna più pungente che mai: «Facciamo le congratulazioni e gli auguri al nuovo sindaco, Caterina Campani, per il suo certamente non facile compito, rassicurando al tempo stesso tutti coloro che ci seguono che vigileremo sul rispetto degli impegni presi; questo è il nostro compito, non altri». E, chiaramente, si torna ad attaccare a testa bassa, chiunque abbia un minimo dubbio sull'inopportunità di procedere con la realizzazione del pirogassificatore in Kme. Stavolta, il bersaglio è il dirigente della Uil, Stefano Saisi, in merito alle sue recenti dichiarazioni apparse sulla stampa: «Ha invitato il nuovo sindaco al “riavvicinamento ai lavoratori dello stabilimento di Barga” a suo dire da troppo tempo trascurati dalle istituzioni nonché alla riapertura al dialogo e al confronto con le organizzazioni sindacali sui temi che riguardano il lavoro; una ben strana richiesta, dato che non ci risulta che l’amministrazione comunale abbia mai rotto i rapporti coi lavoratori e i loro rappresentanti; semmai lo ha fatto con la dirigenza Kme, il che dopo i ripetuti attacchi e la scarsa considerazione verso le istituzioni locali, ci sembra comprensibile; atteggiamento di non curanza verso la popolazione e scarsa democraticità che Kme non ha certo cambiato nel tempo, prova ne sia la sua assenza al processo partecipativo “Tutti nella stessa Barga”, nonostante i ripetuti inviti». Ma l'analisi del problema non finisce qui: «Quale altra industria metalmeccanica incenerisce rifiuti per autoprodursi energia? Davvero un impianto come questo, in grado di funzionare con 30 addetti e di generare lauti profitti dallo smaltimento dei rifiuti e dalla vendita dell’energia sulla rete, è una garanzia? Forse Saisi farebbe meglio a rivolgere ai piani alti di Kme le sue osservazioni e chiedere un piano industriale incentrato sul core business aziendale, una volta tanto». —

Nicola Bellanova

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