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Barga 

Dall’antiquario i carabinieri scoprono dipinti (falsi) di Chini

Dall’antiquario i carabinieri scoprono dipinti (falsi) di Chini

Le opere sul mercato avrebbero potuto fruttare 20mila euro Una persona è stata denunciata per contraffazione

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BARGA. C’è anche una tentata truffa che per poco non veniva realizzata in Lucchesia nel bilancio delle operazioni più importanti messe a segno, nel 2018, dai Carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale. Bilancio che ieri è stato illustrato a Firenze, al Cenacolo del Fuligno, , alla presenza dei dirigenti del Ministero per i Beni e le attività culturali della Toscana e del maggiore Lanfranco Disibio, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Un incontro aperto con un dato incoraggiante: l’analisi dei dati statistici riguardante i fenomeni criminali,a danno del patrimonio culturale, ha evidenziato nel 2018 una netta diminuzione di questi reati in Toscana. A fronte di 65 eventi nel 2017, lo scorso anno ne sono stati registrati 48 (il 26% in meno), in controtendenza rispetto al dato nazionale che ha evidenziato un aumento – seppur lieve – del numero dei furti di beni culturali (419 nel 2017 e 474 nel 2018).

L’attività di contrasto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, hanno consentito il recupero di beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici di pregevole fattura, il cui valore viene quantificato in circa un milione e trecentomila euro. Inoltre, sono state sequestrate opere d’arte contemporanee contraffatte che, se immesse sul mercato come autentiche, avrebbero potuto fruttare indebiti guadagni, stimati in trecentosessantamila euro.

In questa seconda categoria rientra il caso lucchese: a settembre sono stati sequestrati due pannelli ad olio su tela raffiguranti “Pavoni contrapposti” attribuiti a Galileo Chini, contraffatti. L’attività è partita da una segnalazione della stazione carabinieri di Barga che stava compiendo accertamenti su un antiquario del paese per spendita di denaro falso. Nel corso dell’attività i militari dell’arma territoriale hanno richiesto l’intervento del reparto specializzato essendo stati rinvenuti numerosi disegni e stampe attribuiti a Galileo Chini. Le verifiche condotte attraverso un erede dell’artista ha permesso di accertare che i due pannelli non erano da ritenersi autentici. Sono in corso ulteriori accertamenti alla luce di nuovi documenti prodotti dall’antiquario. I due oggetti, se immessi sul mercato come originali avrebbero avuto un valore di 20.000 euro. Una persona è stata denunciata per contraffazione di opere d’arte. —

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