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Lucca

Pugnalate nel bar, estremista di destra condannato

Pugnalate nel bar, estremista di destra condannato

La Cassazione conferma la pena per Mirko Schiavelli, che nel 2011 ferì gravemente due persone al Dolce Amaro

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lucca. Condanna confermata in Cassazione per Mirko Schiavelli, 32 anni, per l’aggressione della notte fra il 21 e il 22 ottobre nei confronti di Albano Paladini e Giuseppe Mazzoni. A Schiavelli, estremista di destra con precedenti legati al tifo per la Lucchese, è stata dunque inflitta una condanna a sei anni di reclusione per lesioni gravi e gravissime, così come era stata rideterminata nel 2016 dalla Corte di Appello di Firenze. I giudici di secondo grado, infatti, avevano escluso la recidiva riconosciuta invece dal tribunale di Lucca che aveva inflitto una pena di otto anni e tre mesi. . Fu una storia dai contorni degni del Grand guignol, quella che ebbe come teatro il bar “Dolce Amaro”, al confine tra Marlia e San Colombano. Secondo quanto ricostruito dalle sentenze di primo e secondo grado, intorno all’1 di notte c’era stata una discussione ai tavolini esterni del bar: Schiavelli, che era dentro il locale, aveva sentito la fidanzata urlare. Era uscito e la ragazza gli aveva detto di aver subito un apprezzamento pesante da uno degli altri due uomini (accusa però sempre respinta dai feriti). Sta di fatto che, per gli inquirenti, Schiavelli si era scagliato contro Paladini e Mazzoni. Prima un pugno, poi secondo le accuse aveva tirato fuori un pugnale menando fendenti sul volto dei malcapitati, per poi andarsene con la fidanzata.

Le ferite subite dagli altri due avventori erano state importanti: parecchi fendenti al volto suturati con oltre 100 punti. Paladini aveva subito la rottura dell’orbita e ha riportato danni permanenti alla masticazione; Mazzoni era finito al Campo di Marte con uno squarcio dal collo alla fronte. I carabinieri, grazie ad una persona che aveva preso il numero di targa dell’auto con cui Schiavelli è andato via, lo avevano arrestato sotto casa alle 3 del mattino. In tribunale, Schiavelli si era difeso sostenendo di aver visto dalla vetrage Paladini che prendeva per il collo la sua ragazza.

Secondo quanto si legge nella sentenza della Cassazione, che rende definitiva la pena per Schiavelli, non regge la versione data dall’imputato di una legittima difesa per tutelare la propria fidanzata. Una legittima difesa che avrebbe avuto come strumento non un coltello, ma un coccio di bottiglia trovato a terra. Per i giudici della Cassazione, invece, non ci sarebbero prove di quanto affermato da Schiavelli. Anzi, il medico legale ha confermato che le ferite potevano certamente essere state inferte con un coltello. Inoltre, un teste presente ha raccontato di aver visto l’imputato brandire il coltello e sferrare due colpi alle proprie vittime. Nel 2010 Schiavelli era stato condannato a un anno di reclusione e 2mila euro di multa per possesso di fuochi pirotecnici durante le manifestazioni sportive. Assieme ad altri 5 ultras di estrema destra era stato arrestato pochi minuti prima del derby Lucchese-Pisa. Per l’accusa l’intenzione del gruppetto era quella di creare disordini e tafferugli lanciando petardi lunghi come una lattina di Coca Cola contro i tifosi nerazzurri. Mortaretti che potevano provocare ustioni e lesioni gravi. —

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